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Il Parma a processo

La Procura: «Pena da scontare in B»

17 luglio 2018, 07:00

La Procura: «Pena da scontare in B»

CARLO BRUGNOLI

La notizia più inquietante (per i tifosi del crociati) l'ha battuta ieri l'Ansa alle 9.55. Riportiamo testualmente: «Il Parma, a giudizio per tentato illecito sportivo, rischia la serie A: dalla Procura della Figc sono infatti in arrivo ai processi di domani (oggi per chi legge, ndr) al tribunale federale nazionale richieste pesanti in termini di penalizzazione, "afflittive" ovvero da applicare sulla stagione appena conclusa».

Il nodo sta proprio in quell'aggettivo, afflittive, che in sintesi significherebbe per il Parma un immediato ritorno in serie B. Lo scenario più fosco, ma stiamo sempre parlando delle richieste del Procuratore federale che, nella giustizia sportiva, è il corrispettivo del pubblico ministero nel processo ordinario. E che giocoforza è portato a chiedere, quasi per vocazione, la pena più dura. Ma da qui a dire che il Parma è già condannato ce ne passa.

Oggi, comunque, è il giorno della verità. Alle 11, nella sede della Figc di via Campania a Roma, si aprirà il processo per tentato illecito sportivo che vede come imputati Emanuele Calaiò e il Parma per responsabilità oggettiva. Un processo nel quale entreranno, come parti, i legali del giocatore e della società ma anche gli avvocati di Palermo e Venezia che figureranno come «controinteressati» perchè potrebbero trarre giovamento da una eventuale condanna del Parma: una delle due, infatti, vedrebbe inaspettatamente aprirsi le porte della serie A.

Una scelta che, nelle intenzioni dichiarate dai dirigenti del Venezia, non è affatto bellicosa nei confronti del team crociato. L'amministratore delegato dei veneti, Andrea Rogg, ha così spiegato la presenza al processo gialloblù: «Noi non abbiamo nulla contro il Parma né abbiamo chiesto l'assunzione di provvedimenti nei suoi confronti. Semplicemente riteniamo sia un atto dovuto, nel rispetto dei nostri finanziatori e anche dei nostri tifosi, vigilare ad esclusiva tutela del Venezia Fc». Excusatio non petita... verrebbe da dire.

E comunque, l'unico elemento sul quale la Procura insisterà per chiedere la condanna di Calaiò e del Parma è riferito ai messaggi whatsapp che l'attaccante ha inviato prima di Spezia-Parma (ultima partita dello scorso campionato di B) all'amico De Col. Per la Procura quei messaggi erano un chiaro tentativo di falsare l'esito dell'incontro. Da qui le richieste nei confronti del giocatore e, per responsabilità oggettiva, del Parma.

La difesa del club crociato, rappresentata dall'avvocato Eduardo Chiacchio, insisterà invece sull'evidente tono scherzoso di quei messaggi e comunque sulla completa estraneità del Parma.

Il processo dovrebbe concludersi entro la giornata di oggi ma non è sicuro, anzi è molto improbabile, che contemporaneamente venga emessa la sentenza. Il verdetto, infatti, dovrà essere accompagnato dalle motivazioni, necessarie alle parti per ricorrere in appello.

Un passaggio che potrebbe richiedere qualche giorno in più anche se le scadenze incombono: il campionato di serie A inizierà esattamente fra 31 giorni mentre il calendario della massima serie verrà «svelato» già il 26 luglio.

Ma quella di oggi sarà una giornata cruciale anche per un'altra società di A entrata nel mirino della Procura federale. Il Chievo andrà infatti a processo per la vicenda delle plusvalenze fittizie inserite nei bilanci degli ultimi tre anni. Anche in questo caso, il club rischia la retrocessione in B con eventuale ripescaggio di una delle squadre scese nella cadetteria.

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