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COLORNO TORRILE

Un comitato contro la fusione

17 luglio 2018, 07:00

Un comitato contro la fusione

CRISTIAN CALESTANI

COLORNO-TORRILE Si è costituito il Comitato no fusione imposta Colorno-Torrile, comitato trasversale – al suo interno vi sono esponenti di Mdp Articolo 1 e Movimento Cinque Stelle – che raggruppa cittadini di Colorno e Torrile che si oppongono al progetto di fusione dei due comuni così come è stato pensato, soprattutto nella tempistica e in termini di condivisione con la cittadinanza, dalle due attuali amministrazioni comunali di Colorno e Torrile.

«Lo scopo del Comitato – ha spiegato in piazza Garibaldi a Colorno il presidente Pietro Marocchi, esponente di Mdp Articolo 1 – è quello di informare i cittadini del progetto di fusione ed invitarli a partecipare al referendum per votare no ad una fusione imposta dalle due amministrazioni».

«Pur riconoscendo la positiva scelta strategica della fusione in quanto tale, non condividiamo i modi con cui le amministrazioni hanno prodotto lo studio di fattibilità e nemmeno i tempi che riteniamo non siano adeguati ad una scelta di questa portata».

«La fusione tra Colorno e Torrile in questo modo è paragonabile al matrimonio tra due persone che si sono appena conosciute, con l'aggravante che in questo caso non si può poi ricorrere al divorzio perché la fusione è un processo irreversibile».

Da qui la proposta del Comitato: «La fusione può avvenire solo dopo aver ascoltato i cittadini, le associazioni di categoria e tutte le realtà presenti sul territorio. Le stesse amministrazioni, in un documento pubblicato sui siti internet dei due enti, avevano parlato di un percorso che avrebbe dovuto essere “conosciuto dalle due comunità in modo che lo studio di fattibilità potesse essere arricchito con i contributi di tutti”. Non ci risulta che ciò sia avvenuto, se non dopo che lo studio di fattibilità era già stato stilato».

«Votare no al referendum non è una scelta contro la fusione, ma un modo diverso di affrontare questo tema opponendosi ad una fusione imposta per mero interesse politico».

A fianco del presidente Marocchi fanno parte del comitato i vicepresidenti Simone Guernelli (5 stelle); Andrea Brozzi; Ferdinando Gelati (5 stelle); Franco Piccoli, Luigi Simeone, Riccardo Spaggiari, Riccardo Manfredi, Donatella Ciola e Stefano Spaggiari.

Pieno appoggio dal consigliere comunale Filippo Allodi (Il comune che vorrei): «Dico sì alla fusione partecipata e no alla con-fusione certificata dalla Regione. La fusione è un passaggio troppo importante che non può avvenire senza un adeguato coinvolgimento dei cittadini. Da qui al referendum si faccia chiarezza. Le amministrazioni proponenti come intendono utilizzare i fondi in arrivo? Come saranno dislocati gli uffici e garantiti i servizi?».

Pieno appoggio al Comitato anche dal parlamentare Cinque Stelle Davide Zanichelli presente in piazza: «Le fusioni vanno fatte con gradualità. Qui, invece, si sta correndo per una ragione strumentale: quella di garantire una possibile ricandidatura dell'attuale sindaco di Colorno Michela Canova. Laddove c'è un percorso ragionato e condiviso, come per Sorbolo e Mezzani, ci sentiamo di dare pieno appoggio alla fusione. Non è così invece per Colorno e Torrile».

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