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COLORNO TORRILE

Dai sindaci il sì alla fusione: «Una grande opportunità»

18 luglio 2018, 07:00

Dai sindaci il sì alla fusione: «Una grande opportunità»

CRISTIAN CALESTANI

«È il momento giusto per fare la fusione. Permetterebbe di mantenere un alto livello dei servizi e di risolvere molti problemi. Arriveranno 15,5 milioni di euro di contributi da Stato e Regione in dieci anni, ma non è solo una questione economica. Si potrebbe scrivere, certo con alcune difficoltà organizzative, un diverso futuro per il nostro territorio».

È questa la ragione che spinge i sindaci di Colorno, Michela Canova, e di Torrile, Alessandro Fadda, a sposare in pieno la causa del sì alla fusione tra i comuni di Colorno e Torrile.

Ne hanno parlato, di fronte ad un folto pubblico, in Aranciaia a Colorno stuzzicati dal giornalista Giuseppe Milano.

«Siamo di fronte ad una grande opportunità – ha dichiarato Canova -. La scelta sarà dei cittadini in occasione del referendum di ottobre. Non appoggio la fusione per garantirmi la corsa ad un eventuale terzo mandato da sindaco, ho un lavoro dal quale sono in aspettativa, ma sposo questo progetto perché credo nei vantaggi che può portare al territorio».

In linea Fadda: «Pur essendo al primo mandato mi è sembrato giusto compiere una scelta lungimirante permettendo ai cittadini di valutare il progetto fusione, senza preconcetti, con il referendum».

Dai sindaci sono giunte rassicurazioni. «Sul piano pratico per il cittadino non cambierà nulla. I servizi resteranno di prossimità. L'unica differenza è che senza la fusione non sappiamo per quanto tempo quei servizi potranno restare di alta qualità come sono oggi».

Si è parlato anche del maggior «peso politico» che potrebbe avere il nuovo comune – 16mila abitanti, terzo centro più grande della provincia – a livello di rapporti con Parma, con la Regione e di potere d'acquisto negli appalti.

Trattati anche temi pratici: «Non si dovranno cambiare i nomi delle vie che oggi sono uguali nei due comuni. Basterà specificare la località in cui si trovano».

Diversi gli interventi dal pubblico. Alberto Padovani (Italia Nostra) si è detto sorpreso «dell'accelerata di fine mandato sul tema fusione, rispetto alla quale c'è consapevolezza del fatto che possa essere un'opportunità».

Carlo Ravasi, citando l'introduzione del regolamento sul testamento biologico nel 2015 a Colorno e solo 3 anni dopo a Torrile, ha sostenuto che «solo mettendo insieme buone pratiche si riescono ad ottenere benefici per tutti».

Per Pietro Marocchi (Comitato per il no) è mancata sino ad ora la condivisione con i cittadini.

Simone Guernelli (Comitato per il no) ha chiesto un contraddittorio tra ragioni di chi è favorevole e chi è contrario. Iinfine il consigliere di minoranza Filippo Allodi ha messo in guardia: «Lo studio di fattibilità evidenzia un grado di alta criticità per diverse delle funzioni esercitate dai due comuni. La fusione non è una passeggiata».

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