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Soragna

E' morto il professor Demaldè, una vita per i campi e per l'Università

18 luglio 2018, 07:00

E' morto il professor Demaldè, una vita per i campi e per l'Università

MICHELE DEROMA

Da diversi mesi lottava contro la malattia che inesorabilmente stava compiendo il suo tragico corso. Ma anche nell’ultima drammatica fase della propria vita, uno dei principali pensieri di Romano Demaldé è sempre stato rivolto ai suoi studenti dell’università Cattolica di Piacenza, proprio l’ateneo dove nel 1979 il professore aveva a sua volta conseguito la laurea in scienze agrarie.

Desiderava fortemente tornare in cattedra, il professor Demaldé: non voleva che la propria assenza portasse gli allievi a dover rinviare l’agognata laurea, e sino al maggio scorso cercava ancora di trovare le energie necessarie per continuare a raggiungere Piacenza e tenere le proprie lezioni di meccaniche agricole.

Ma Romano – una vita intera trascorsa a Soragna, dopo essere nato nella frazione di Diolo nel 1941 - non è riuscito a vincere la sua lunga battaglia contro la malattia, che lunedì sera al Maggiore di Parma ha stroncato il 67enne docente universitario.

Romano Demaldé ha insegnato per oltre vent’anni – sino al 2016 - all’istituto agrario professionale Solari di Fidenza, mentre manteneva ancora la cattedra di ruolo all’università Cattolica di Piacenza, dove era titolare del corso di meccanica agraria.

Aveva iniziato la propria carriera direttamente «sul campo», al fianco di papà Guerrino, che gestiva un’azienda agricola sita proprio nella piccola Diolo.

«Non appena ne aveva le possibilità, già da ragazzo raggiungeva suo padre al lavoro, per cercare di imparare le tecniche e i metodi del mestiere di agricoltore», ricorda il figlio Andrea: «Sono state proprio quelle occasioni a farlo diventare un professore apprezzato dagli studenti, perché non insegnava soltanto nozioni, ma era dotato anche di un particolare senso pratico».

E non era questa, per Andrea, la sola qualità capace di avvicinare Romano Demaldè agli studenti: «Pretendeva tanto da loro, ma quando era il momento sapeva anche aiutarli».

Vita e anima per il lavoro, ma era anche un papà, «di carattere schivo e riservato – lo ricorda con queste parole Andrea – tanto che difficilmente esternava i propri sentimenti. Ma sapeva spesso mostrarmi quanto era orgoglioso di me». I funerali saranno celebrati oggi alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Soragna.

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