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INCENERITORE

Al coro dei «no» si unisce Franco Maria Ricci

19 luglio 2018, 07:00

Al coro dei «no» si unisce Franco Maria Ricci

Un'altra autorevole voce si unisce al coro dei «no» alla richiesta di aumentare la mole di rifiuti da conferire all'inceneritore di Ugozzolo. Ai tanti già intervenuti, si affianca Franco Maria Ricci, il «principe» dei grafici contemporanei, raffinato collezionista, ideatore e creatore del magnifico Labirinto della Masone. «“Grande strumento di purificazione, viscere essenziale della città”: così, in uno dei suoi testi più belli e meno conosciuti, “La poubelle agréée”, Italo Calvino definisce l’inceneritore. Per quanto mi riguarda penso che ogni città e addirittura ogni villaggio dovrebbe avere il suo, come ha (altro luogo di smaltimento) il cimitero - esordisce Ricci -. Impianto di grande pregnanza simbolica, l’inceneritore attesta la nostra esistenza in vita come membri di una comunità e produttori di scorie, prima di diventare scorie noi stessi; dovrebbe essere percepito come qualcosa di domestico e quasi di intimo, un necessario prolungamento dell’habitat; e invece le immondizie continuano ad andare pellegrine su e giù per l’Italia, di provincia in provincia, di regione in regione; diventano persino oggetto di import-export. Per usare una locuzione di moda, il mio sogno è lo smaltimento dei rifiuti "a chilometro zero"».

«Mi scuso di intervenire con parole che forse sanno di utopia in un dibattito molto concreto come quello sull’aumento dei rifiuti da bruciare ogni anno nell’inceneritore di Uguzzolo; ma molti sono già intervenuti per criticare la decisione dell’Iren e hanno detto tutto quello che suggerisce il buon senso - continua -. Condivido le loro preoccupazioni e i loro argomenti. Mi dicono che la raccolta differenziata ha raggiunto a Parma livelli molto alti. Ne sono felice. Ogni volta che trattiamo i nostri residui con scrupolo, secondo leggi e regolamenti, ci costituiamo come primi ingranaggi di una catena di operazioni decisive per la convivenza collettiva, sanciamo la nostra dipendenza da istituzioni senza le quali moriremmo sepolti dal pattume (sto ancora parafrasando Calvino)».

«Per quanto mi riguarda, come parmigiano mi sento parte di questa presa di coscienza ambientale. Credo che i caprioli, gli scoiattoli, i leprotti e gli altri gli animali che vivono nella mia tenuta alla Masone testimonierebbero in mio favore».

Ricci, geniale creatore di luoghi, punta l'attenzione sul valore del verde: «Ho piantato un giardino di bambù, pianta che distribuisce ossigeno con generosità, da sempre in linea coi Protocolli di Kyoto e col successivo Trattato di Parigi; insieme ad altri imprenditori ho lanciato l’idea di una barriera verde destinata a filtrare l’inquinamento e i rumori provenienti dall’autostrada».

«Trasformare Ugozzolo nel terminal di crescenti quantità di sudiciume viaggiante - conclude - significherebbe non solo compromettere la filiera agroalimentare e la sua immagine, ma scoraggiare un’esperienza positiva, un tempo forse prerogativa di un’élite, negli ultimi anni diventata patrimonio di tutto un popolo». r.c.

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