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Parma calcio

Carra: «Siamo ottimisti e il mercato procede ma che danno d'immagine per noi»

di Sandro Piovani -

19 luglio 2018, 07:00

Carra: «Siamo ottimisti e il mercato procede ma che danno d'immagine per noi»

Il «day-after» è ricco di emozioni e arrivi nel ritiro di Prato allo Stelvio. Dove si attende la sentenza del tribunale sportivo sul presunto tentativo di illecito portato avanti da Calaiò e con il club deferito per responsabilità diretta. Roma è lontana, fortunatamente. E il Parma è compatto difronte a questa vicenda. Ieri doveva ancora iniziare l’allenamento del pomeriggio e in rapida sequenza sono arrivati il ds Daniele Faggiano con il suo collaboratore Raffaele Rubino e a pochi minuti di distanza l’ad Luca Carra con il neo-acquisto Luca Rigoni. Poi tutti in campo, naturalmente secondo i propri compiti e ruoli. Perché in questo momento la società sta facendo di tutto per far capire ai giocatori ma anche ai tifosi che è il momento di essere più che mai uniti e compatti. In attesa di un verdetto che potrebbe anche non essere l’ultima tappa di questa vicenda. Una vicenda che rischia di minare alcune certezze. Non deve essere così: uniti e compatti, sapendo di aver conquistato sul campo una serie A assolutamente pulita, questo il messaggio. «Il messaggio è quello di stare tranquilli e continuare a lavorare - spiega l’ad Luca Carra tenendo d’occhio l’allenamento della squadra -, anche perché quello che abbiamo visto ieri (martedì ndr) a Roma non ci ha tolto l’ottimismo e la fiducia per la prossima stagione. Questo abbiamo trasmesso ai giocatori».

Il giorno dopo, quali sono le “emozioni” romane, quali le sensazioni?
«Sono ancora esterrefatto dalla richiesta della Procura federale, visto che ci sono stati episodi ben più gravi del nostro dove sono state fatte richieste di penalizzazione più leggere. Mi ha stupito molto».

Tutti si chiedono quando arriverà la sentenza.
«Questo primo grado dovrebbe arrivare tra venerdì (domani ndr) e lunedì. Poi ci saranno quarantotto ore di tempo per eventuali ricorsi».

E ci saranno questi ricorsi?
«Inevitabilmente, comunque vada la sentenza, le parti scontente faranno ricorso. Quindi è quasi certo che si arrivi al secondo grado di giudizio».

Con quali tempi?
«Mah... Difficile a dirsi. Con i ricorsi si rischia di arrivare ad agosto. Almeno alla prima settimana».

Ma l’11 agosto c’è la Coppa Italia…
«Si ma i tempi sono questi...»

Il mondo del calcio sta implodendo ma trova il tempo di occuparsi di questi tre messaggi.
«Viviamo male questa cosa. Perché siamo sui giornali parificati ad altri casi ben più gravi e complessi del nostro. E sembra che noi siamo alla stregua degli altri, per tre messaggi e nulla più. Perché anche ieri durante il processo non c’era effettivamente null’altro».

C’è anche la vicenda umana di Calaiò, all’interno di questa vicenda. La squadra e il club sembrano molto vicini all’attaccante crociato.
«Credo che lui stia vivendo un dramma personale pesante. Non è semplice avere titoloni così pesanti sui giornali per tre messaggi. Gli siamo vicini perché abbiamo capito quello che ha fatto, abbiamo letto e riletto i suoi messaggi più di una volta e lo abbiamo ritenuto semplicemente uno scherzo tra amici. Riteniamo che sia finito sotto l’occhio dei riflettori per nulla».

In fondo anche questa vicinanza a Calaiò è un modo di far capire alla squadra di stare tranquilla.
«Credo faccia parte proprio dell’essere una società, dell’essere un gruppo. Se c’è qualcuno che è in difficoltà, si cerca di stargli vicino il più possibile. Soprattutto nei casi in cui non ci sono reali motivi per essere in difficoltà».

Aspettando il verdetto, il Parma sta già pagando duramente questa vicenda: danni d’immagine, difficoltà a fare mercato...
«Danni d’immagine sicuramente: ci hanno sbattuto in B da un mese, secondo alcuni titoli di giornale. Il mercato subisce dei danni soprattutto nei tempi, ma piano piano procede».

Anche i tifosi stanno capendo questa vicenda e piano piano si stanno abbonando.
«Ci stiamo avvicinando a quota seimila abbonati. Dopo un naturale rallentamento, anche la campagna abbonamenti sta procedendo bene».

La proprietà cinese come sta affrontando la vicenda?
«Sono dispiaciuti, ci chiedono quotidianamente aggiornamenti e allo stesso tempo sono ottimisti per l’esito finale della vicenda».

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