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Arfini spiega i cibi dop agli australiani

20 luglio 2018, 07:00

Arfini spiega i cibi dop agli australiani

LUCA MOLINARI

Parma fa scuola in Australia in materia di tutela dei prodotti tipici. Filippo Arfini, professore ordinario del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali del nostro Ateneo ed esperto di prodotti Dop e Igp, nei giorni scorsi ha tenuto una serie di lezioni a Camberra per illustrare l'impatto dei prodotti a indicazione geografica nel mondo, a livello di sviluppo economico e di percezione del consumatore.

L'Australia ha infatti da poco avviato un percorso di negoziazione bilaterale con l'Ue per firmare un trattato di libero scambio commerciale con l'Europa.

«L'Australia – spiega Arfini – è uno dei Paesi che non riconosce la tutela dei prodotti alimentari. L'obiettivo della settimana di studi a cui ho partecipato, era quello di comprendere che vantaggi ha portato, a livello mondiale, il sistema delle indicazioni geografiche. I lavori sono stati aperti dal commissario europeo per il commercio internazionale Cecilia Malmström e ha visto la presenza di funzionari ministeriali di Australia e Nuova Zelanda, oltre che dei rappresentanti della rete internazionale dei Common food names, la realtà che sostiene che quelli dei prodotti tipici sono nomi comuni e che tutti possono liberamente utilizzarli».

Le autorità australiane sono rimaste molto colpite dal nostro sistema di tutela dei prodotti tipici. «L'Australia guarda a Parma come punto di riferimento – rimarca Arfini – per la sua storia nel campo agroalimentare». Da parte dei presenti «non c'è stata un'ostilità di fondo – commenta Arfini – ma la volontà di capire meglio come funzionano le indicazioni geografiche europee. Uno degli aspetti che li ha maggiormente colpiti è stata la garanzia di un maggiore livello di salubrità e qualità per la salute da parte dei prodotti tipici, rispetto agli altri alimenti». Il prossimo incontro è in programma a Berlino a inizio settembre, dove proseguirà questo tipo di analisi e confronto internazionale. «In un momento in cui i mercati sono sempre più chiusi – prosegue Arfini – quella dell'Australia rappresenta una grande apertura. Il mercato australiano è molto vivace e vicino a paesi emergenti come l'Indonesia, il Vietnam e altre realtà. Un eventuale trattato di libero scambio commerciale con l'Europa porterebbe importanti benefici».

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