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Calestano

Bianchi festeggia i 50 anni di volo libero

20 luglio 2018, 07:00

Bianchi festeggia i 50 anni di volo libero

ANTONIO RINALDI

50 anni di volo libero, Franco Bianchi è uno dei pionieri dell'aria esplorata senza motore e senza rumore, solo attraverso ali e vele di paracadute, deltaplano e parapendio.

A Calestano, suo paese di origine e residenza, questa domenica Franco festeggerà 50 anni di volo (oltre che 70 di vita).

«La mia carriera di volo è iniziata con i Carabinieri Paracadutisti a Livorno nella Folgore - spiega -, ai tempi della leva militare; da lì la passione per questi sport così liberi e solari non mi ha più abbandonato. Nel 1974 arrivò il primo deltaplano a Parma, nel 1975 io con gli altri iscritti all'Associazione Paracadutisti di Parma, riuscimmo a farlo volare e in quell'anno nacque il gruppo deltaplanisti. Furono anni straordinari, nei primi anni '80 la squadra di deltaplanisti di Parma era molto nota per l'ottimo livello del gruppo; ricordo tante avventure con i pionieri del volo a vela».

Prosegue: «Avevamo trampolini di lancio in varie zone: a Vigolone, dove conobbi i gemelli Bricoli di Sala Baganza, poi diventati appassionatissimi, sul Dosso, sul Canate, sul Penice e al Prinzera, come testimonia una bellissima foto che mi ritrae insieme ai pionieri del volo di quegli anni, Giovanni Conforti, Silverio Salsi, Mauro Guerra, Sergio Delendati, Marcello Linguaglossa, Carlo Barbazza, Armando Macor. Quasi tutte le domeniche eravamo invitati dai vari paesi, che ci chiamavano perché volassimo, e organizzavano feste in nostro onore. Memorabile l'atterraggio allo Shampoo, la piscina di Calestano: le foto del primo atterraggio furono pubblicate sulla Gazzetta; venne diffusa la notizia che ci sarebbe stata una replica la domenica successiva, e arrivò così tanta gente per assistere allo spettacolo che non fu possibile atterrare in piscina e dovetti ripiegare su campo vicino».

Poi «pian piano mi staccai dal deltaplano e dal volo, fino al 2009; in quell'anno il gruppo Volo libero del monte Caio, organizzò una gara nazionale italiana di parapendio, da lì mi riavvicinai e iniziai a volare col parapendio, cosa che faccio tutt'ora. Quando sono in volo mi piace giocare con le nuvole, aggirarle senza entrarvi, e salire molto in alto: negli anni '80 arrivavamo a 4000 metri. Il momento più buio della mia carriera di volo fu sicuramente nel 1977, quando a Bobbio mi fratturai la terza vertebra lombare; oltre a quello per fortuna nessun incidente».

Il deltaplano, in volo, «è più sicuro perché è più veloce, ma sono più delicate le fasi di atterraggio e decollo; il parapendio invece può essere più difficile in volo mentre è più semplice in fase di atterraggio. È fondamentale comunque che il pilota sia sempre in grado di valutare le condizioni del tempo in relazione alle proprie capacità; detto questo la pericolosità di questi mezzi è relativa: mi è capitato recentemente di andare in moto con un amico e vi assicuro che mi sento molto più sicuro su un parapendio».

Per chi volesse avvicinarsi a questo mondo affascinante il gruppo Volo Libero del monte Caio offre la possibilità di fare voli in tandem e ogni anno organizza anche dei corsi di parapendio, deltaplano, paracadute.

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