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Cinema

Ciak, a Parma si gira: la mappa dei set

21 luglio 2018, 07:00

Ciak, a Parma si gira: la mappa dei set

Filiberto Molossi

Una piscina dove una Madonna non smette di piangere, un grande regista che insegue i segreti de «Le nozze di Cana», straordinario dipinto del Veronese, ma anche Walter Veltroni, che qui e in provincia ha appena girato il suo primo film di fiction. E pure un 70enne danese due volte Palma d'oro a Cannes, deciso a realizzare nella nostra città un film in realtà ambientato a...Venezia. Perché è questa la magia del cinema: il luogo dove tutto è possibile. Anche l'incredibile.

Parma? E' tutta un set: da poco meno di un anno a questa parte la piccola capitale sembra essere stata riscoperta dal (grande) cinema. E non solo. Serie cult, kolossal internazionali, programmi televisivi: il suono del ciak torna a essere di moda per le nostre strade, quasi a rincorrere il mito di quei formidabili '60, quando film leggendari (da «Prima della rivoluzione» a «La ragazza con la valigia» e «La parmigiana») si impadronirono - rendendo eterni alcuni suoi luoghi simbolo -, della città. Merito senz'altro della Film commission dell'Emilia Romagna che negli ultimi tempi sta spingendo molto per attirare piccole e grandi produzioni a lavorare in un territorio che offre tutto, dalle montagne al mare, cinematografico per storia e definizione. Lo fa anche offrendo scouting gratuiti, a fondo perduto, mostrando le meraviglie e le possibilità di una regione affascinante. E così anche Parma, grazie anche alla disponibilità dell'Ufficio cinema del Comune (che alla ingombrante macchina del cinema offre tutta una serie di agevolazioni, dai permessi per la viabilità alla chiusura temporanea delle strade, garantendo un efficace supporto logistico e amministrativo), torna prepotentemente d'attualità. «Per un po' si sono dimenticati di noi, ma adesso sono tornati a guardare da questa parte: è una città molto richiesta dalle produzioni», conferma Matteo Barbacini dell'Ufficio cinema. «Per Parma è un momento di rinascita, viene percepita come una città vitale e la nomina a capitale della cultura 2020 la rende ancora più attraente: un luogo e un territorio cinematograficamente da scoprire e riscoprire».

Teatro Farnese, Ospedale vecchio e Ponte a Nord (molti non sapranno cosa farci, ma il cinema sembra avere le idee chiare in proposito) sono le location più richieste. Parma insomma piace a tutti: va bene per i drammi, le commedie, le storie d'amore o i film in costume. Ma vediamo nel dettaglio chi ha trasformato la città in un set: e chi ha fermamente intenzione di farlo.

IL MIRACOLO ITALIANO

Una statua della Madonna che piange sangue: un enorme mistero da nascondere in un luogo segreto. Una piscina dismessa: quella che lo scrittore Niccolò Ammaniti, per la prima volta dietro la macchina da presa, ha trovato a Parma. Serie evento di questi ultimi mesi, «Il miracolo» è stato girato per un mese abbondante anche nella nostra città, molto segretamente. La vasca infatti è quella di via Giulio Cesare, un nuovissimo (e modernissimo) impianto mai inaugurato, dietro l'Efsa. La piscina è il cuore della serie, ma Parma non è riconoscibile: forse nemmeno nella sequenza (quella di un funerale) girata in San Giovanni.

IL TEMPO DI VELTRONI

E' venuto a Parma a presentare i suoi documentari, c'è tornato per ambientarci diverse sequenze del suo esordio nel cinema di fiction. Walter Veltroni arriva col suo road movie anche dalle nostre parti: il set ora si sposterà altrove, ma niente paura, «C'è tempo». E' questo il titolo del film prodotto da Palomar che vede Stefano Fresi, uno dei protagonisti della saga di «Smetto quando voglio», scoprire all'improvviso di avere un fratello più piccolo. Con lui viaggia e a Rimini conosce una cantante – Simona Molinari – che deve esibirsi a Parma. Veltroni ha girato nel palazzo di Dalla Rosa Prati (già utilizzato da Bertolucci...) e all'Angiol d'or, poi si concentrato su Fontanellato e la Bassa: è qui che si immagina che abiti la madre del protagonista.

IL RITORNO DI MAZZIERI

Gira nei luoghi a lui più cari Marco Mazzieri, che più di tutti gioca in casa. Il regista parmigiano ha da poco chiuso il set di «Se un giorno tornerai», con Antonia Liskova e Paolo Pierobon (volti anche televisivamente molto noti), una storia d'amore, che si avvale anche della scenografia di Lorenzo Baraldi e dei costumi di Gianna Gissi, con cenni autobiografici. Mazzieri a Parma ha utilizzato location meno turistiche e maggiormente inedite, come il Ponte Nord, ambientando il nucleo del film a Strognano, nel Comune di Langhirano.

I MAESTRI STRANIERI

In ballo c'è anche Peter Greenaway, il sofisticatissimo regista de «Il ventre dell'architetto» e «I racconti del cuscino». Sembra che Greenaway voglia ambientare in gran parte a Parma un film intitolato «The Marriage of Christ», coproduzione internazionale (con Germania, Belgio e Olanda) rappresentata in Italia da Apapaja S.r.l. di Simone Bachini.

Il progetto, molto ambizioso, prenderebbe il via da un cortometraggio dello stesso Greenaway: ambientato nel periodo della riforma luterana e del successivo Concilio di Trento, il film tratta di una vicenda storica, legata alla realizzazione del dipinto «Le nozze di Cana» di Paolo Veronese. Il regista gallese ha in mente il Teatro Farnese (per nulla facile da ottenere), ma sembra gli piaccia molto anche l'ospedale vecchio.

Un'altra produzione di respiro internazionale è quella che porterebbe in città il danese Bille August, due volte Palma d'oro a Cannes.

Qui l'idea è stravagante e coraggiosa: girare un film su Vivaldi ricreando Venezia in Emilia Romagna. Interni e esterni a Parma: e i canali? A Comacchio... Già visitati la Galleria nazionale e il chiostro di San Giovanni.

SCUOLE E DINOSAURI

In scouting a Parma anche la produzione Paco Cinematografica di Roma, per l'individuazione di location utili alle riprese del film «Mio fratello rincorre i dinosauri», opera prima di Stefano Cipani. La sceneggiatura del film è tratta dal romanzo omonimo di Giacomo Mazzariol, un caso letterario del 2016 con 250.000 copie vendute in Italia: la storia del rapporto tra due fratelli, uno dei quali down. Erano alla ricerca di gelaterie, scuole, centri sociali: si sono innamorati del liceo Romagnosi. Dove dovrebbero girare tra ottobre e novembre.

DOCUMENTARI E TV

Non solo cinema: anche tanta tv. Con serie come «Il miracolo», di cui abbiamo detto, ma anche documentari gastronomici quali «Pasta imperiale» di Peter Heller, un viaggio nell'eccellenza dei prodotti tipici parmigiani, e programmi, sempre legati alla cucina, tipo «C'è posto per 30?», un format condotto da Max Giusti che andrà in onda su Discovery: è la sfida tra due ristoranti con giuria popolare itinerante di 30 persone. A confrontarsi due ristoranti del centro: «Officina alimentare dedicata» e «Ohibò». A Parma anche le telecamere, infine, di «Italie invisibili», trasmissione culturale in onda su Sky arte.

MADE IN PARMA

Marco Mazzieri non è l'unico regista di casa che gira dalle nostre parti: tra città e provincia si dipana anche la storia de «La scoperta del cinema» di Giovanni Martinelli, che recupera e rende protagonista del suo nuovo film di fiction un soggetto tratto da Attilio Bertolucci e scritto anni fa insieme al nostro Maurizio Schiaretti. Non solo: la societá di produzione cinematografica «Avila Entertainment srl» si accinge a girare il cortometraggio «L'Urlo» (titolo di lavorazione) diretto da Francesco Barilli e interpretato da Luca Magri. Il cortometraggio è il remake autorizzato di un altro corto del 1966, dal titolo omonimo, prodotto, ideato e fotografato da Vittorio Storaro, diretto da Camillo Bazzoni (grande direttore della fotografia salsese) ed interpretato e coprodotto dallo stesso Barilli. Infine, Concetto Scuto (regista) e Pietro Dioni (produttore), coordinatore di FabLab, il laboratorio di fabbricazione digitale gestito da On/Off, stanno girando una web serie in città dal titolo (D)io interpretata da Renato Cantarelli, nel ruolo di un assicuratore che sogna di fare l'attore. Il format, che vede la partecipazione anche di alcuni alunni del Toschi, dovrebbe sbarcare nei prossimi mesi su Facebook.

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