Sei in Archivio bozze

Lutto

Anna Maria Bianchi, il ricordo di Mauro Coruzzi

22 luglio 2018, 07:03

Anna Maria Bianchi, il ricordo di Mauro Coruzzi

MAURO CORUZZI

Carissima Anna,

che tu sia andata via così, d’estate, quando tanti partono ma sappiamo che ritorneranno, non è giusto ma dovremo accettarlo, noi, quelli che con te hanno fatto un’esperienza di vita che ci ha visto gomito a gomito tanti anni di fila, dalla metà degli anni ’70 dello scorso millennio, e pensare che sembra ieri e invece... No, non è vero, mi son detto dopo aver sentito un messaggio al telefono prima di Francesco, Francesco Silva, il baffone della redazione di Radio Tv Parma, un compagnone come te e, poco dopo riceverne un secondo (di messaggi), da Pia, quella Pia Russo nostra collega di allora e tua amica anche oggi, meglio sarebbe dire, ieri, colei con la quale stavi trascorrendo delle vacanze in Versilia, quando ti sei sentita male e Pia era lì con te, amiche come sempre e che amiche... Stupidamente sto pensando al tuo cagnolino, quello che forse avevi ancora e che adottasti dopo aver terminato il lavoro alla radio e in tv, anche se bella e brava com’eri in pensione non era nemmeno il caso che tu c’andassi... la prima annunciatrice di una tv che non partì mai, quella via cavo, ma che poi, diventata più «digitale e terrestre», ti ha vista luminosa bellezza, dare la buonasera e molto altro a chi ti vedeva in video o ti ascoltava alla radio... Insieme, tra le tante cose, abbiamo fatto un programma, tra i tanti, proprio per la nostra tv e insieme ce la siamo goduta alla grande com’era nella tua natura di donna generosa e di brillante simpatia con la quale era facile dividere la gioia che comunicavi. Bravissima alla consolle, in discoteca, e questo lo si conosceva meno del resto per via che il tuo «secondo talento» lo condividevi con tuo marito, andatosene anche lui troppo presto, Dick, ragazzo di colore e dee-jay d’eccellenza, col quale formavi una coppia davvero esplosiva, ma avevate la dannata abitudine di andare a lavorare in club molto esclusivi, dove, d’altra parte, eravate molto richiesti... Ora tutto diventa sempre meno sopportabile perché è come se ogni volta che se ne va qualcuno della “nostra squadra” si perdesse un pezzetto di quel puzzle che siamo stati e che non può banalmente sfumare verso la dimenticanza… Dalle nostre, di memorie, non solo non te ne andrai anche se, discreta come sempre, ti sei “allontanata” come non volessi dare fastidio a nessuno nemmeno in questa occasione... Spero solo che, almeno da ieri, tu abbia smesso di fumare, o forse avevi già smesso ed io, come tante altre cose tue, non sono stato al corrente dei cambiamenti: se ti penso rivedo il tuo sorriso, largo su quel bel volto di donna, e che bella donna... Così ti voglio avere davanti finché ci sarà tempo per farlo e sarà come avere una luce sempre accesa che mi dirà quale strada percorrere... Baci e per sempre.

Mau

Gli amici e i colleghi

Sgomenti. Questo è lo stato d'animo dei tantissimi amici di Anna Maria Bianchi. Tanti di loro sono stati anche suoi colleghi e hanno condiviso con la donna che era stata il volto di Tv Parma e la voce di Radio Parma per tanto tempo, degli anni bellissimi. Dai tempi pionieristici a una radio e una televisione che possono essere definite locali solo per motivi geografici. Una generazione che, assieme ad Anna Maria, ha fatto la storia dell'informazione parmigiana e che, come preparazione e professionalità, avrebbe potuto calcare anche ben altri palcoscenici.

Uno di questi è Gabriele Balestrazzi, un altro che a Parma è «di casa» in ogni famiglia. Giornalista e direttore di Tv Parma e poi tra le punte di diamante della Gazzetta, la ricorda con affetto e tanta commozione.

«Era il simbolo e l'immagine di Radio Tv Parma - ricorda Balestrazzi -. Faceva parte di quel “primo gruppo” che annoverava tra i suoi componenti Claudia Magnani, Mauro Coruzzi, Pia Russo, Betty Zanlari, Graziella Pelosi e Corrado Abbati. Nel 1980 siamo arrivati Pierpaolo Mendogni, Francesco Silva ed io. In seguito Paolo Grossi e Carlo Brugnoli. Al nostro arrivo abbiamo in un certo senso “fuso” questi due mondi. Ma loro erano già un gruppo meraviglioso, da cui abbiamo imparato tantissimo dal punto di vista professionale e anche da quello umano. Anna Maria, poi, era splendida. Sempre sorridente e straordinaria. Era una bellissima donna, ma ancora più bella come persona».

Alle sue parole fanno eco quella di un altro giornalista che è stato un volto storico di Tv Parma: Francesco Silva. «Di lei mi ha sempre colpito - spiega Silva -, oltre alla pacatezza e all'equilibrio, la bontà. Non l'ho mai sentita pronunciare parole negative verso nessuno. Era una vera amica con cui eravamo ancora in contatto. Qualche volta si usciva tutti insieme per una pizza e per stare in compagnia. Aveva una carica umana unica. E, soprattutto, un grandissimo senso dell'umorismo. Mai permalosa, sempre solare e positiva. Troppe volte quando muore qualcuno lo si definisce “una persona perbene”. Spesso è un modo di dire, ma non in questo caso. Perché Anna Maria era veramente una persona perbene. E ci mancherà tantissimo».

La sua bontà non si spegnerà però con la sua vita mortale. I suoi organi, infatti, su suo volere, verranno infatti donati. E qualcuno potrà vivere grazie a lei.

«Più che una collega, per me era una sorella». Così la definisce Claudia Magnani che ha condiviso gran parte della sua vita umana e professionale con Anna Maria. «Con lei ho lavorato tantissimi anni - aggiunge Claudia - e, come se non bastasse, spessissimo alla fine della giornata andavamo a mangiarci una pizza insieme. E' stata una collega e un'amica fantastica. Eravamo diverse come modo di condurre, ma ci completavamo. Forse proprio per questo non abbiamo mai litigato».

Nessuno, comunque, riesce ancora a crederci, nessuno si dà pace per questa tragedia. Meno di tutti Pia Russo, che era in vacanza con Anna Maria, e che è stata l'ultima a vederla. «Abbiamo lavorato insieme - dice con la voce rotta dall'emozione - e siamo state sempre amiche. Eravamo una lo specchio dell'altra. Anna Maria era una donna di una finezza, nobiltà d'animo ed educazione davvero uniche. Non riesco a darmi pace. Mi chiedo che cosa sia successo e non riesco ancora a trovare una spiegazione, un perché. Non riesco, non posso crederci».

M.Cep.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal