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INTERVISTA

Squeri: «Vetro piano: innanzi tutto chiedete sicurezza»

22 luglio 2018, 07:00

Squeri: «Vetro piano: innanzi tutto chiedete sicurezza»

KATIA GOLINI

C'è vetro e vetro, anche se non sembra. Utilizzarlo è di gran moda, ma va calcolato e prescritto con sapienza perché i rischi possono essere enormi. Lo sa bene chi ha visto gli abbaini di casa andare in frantumi in seguito alle grandinate di questi giorni. Bene quanto gli habitués della stazione Mediopadana che recentemente hanno assistito al crollo sulla banchina numero 4 di una lastra vitrea dal tetto (nessun ferito, ma poteva essere strage). Tutto è bene quel che finisce bene, ma non sempre il finale è lieto. A Torino l'altro giorno, durante una rissa tra due uomini, la vetrina di un bar si è sbriciolata in seguito all'urto della colluttazione e uno dei litiganti ha conficcato un pezzo di vetro preso da terra nel torace del rivale riducendolo in fin di vita. A Riccione, lo scorso febbraio, un commerciante è morto in seguito a una caduta su una porta a vetri: una scheggia gli ha tranciato la gola.

«Il vetro che si utilizza nelle costruzioni, sia esso per balaustre, scale, vetrine, tettoie, finestre, facciate continue e così via deve essere sicuro, ossia non deve permettere che le persone si feriscano in casi di rottura». Parola di Sandro Squeri, direttore commerciale e amministratore delegato di Tecnovetro, piccola-grande azienda di trasformazione del vetro piano con sede a Medesano.

Tanti esempi e tante storie, dunque. Una sola quella che conta. Una storia di competenza, impegno e passione che fa spalancare gli occhi su una realtà leader, un fiore all'occhiello dell'imprenditoria locale. Da vent'anni tondi Tecnovetro si preoccupa di garantire ai clienti il massimo della bellezza senza dimentica il massimo della sicurezza. Punto di riferimento per i più famosi e importanti studi di architettura di Parma, «firma» pavimenti, vetrate, scalinate, balaustre balconate, pareti, recinzioni da mozzare il fiato: nelle abitazioni private come nei musei (stupendo il pavimento della nuova sede di Fondazione monte Parma in via Farini) e «sky box» e barriere bordo campo negli stadi (al Tardini e al Franchi di Firenze, per esempio), nei negozi e nelle aziende. «Siamo nati realizzando semplici vetrate isolanti per serramenti e ci siamo specializzati nella progettazione e prescrizione di elementi in vetro strutturale - spiega Squeri -. L'azienda è 4.0, tecnologicamente avanzata, ma resta spazio per piccoli lavori su richiesta per quegli artigiani che ancora lavorano alla vecchia maniera. Non dimentichiamo chi è stato con noi fin dal principio e ci ha resi quello che siamo».

Temprato, serigrafato, antiscivolo, trasparente e colorato: le potenzialità del vetro piano sono infinite (anche se non ancora molto conosciute). Vetri per finestre e porte a Medesano se ne fabbricano sempre e tanti (all'insegna dell'eccellenza qualitativa), ma la specialità di Tecnovetro è andata via via affinandosi al punto che oggi si possono addirittura installare vetrate su misura autoportanti, un lavoro di precisione per nulla semplice. Al fine di restare al passo con i tempi Squeri non si perde un solo appuntamento in giro per l'Europa partecipando a fiere e meeting di settore per aggiornarsi sulle evoluzioni di pratiche e tecniche. Per diffondere la conoscenza di questo materiale straordinario organizza convegni, tiene lezioni all'Università, parla con i clienti.

Vetrate che si frantumano, abbaini che si sfondano con la neve o la grandine: perché succedono certi disastri?

«Quando si mette un vetro come barriera su un terrazzo, deve svolgere una funzione di protezione sicura anticaduta, non si scherza. E quando il vetro si utilizza al posto di una parete di mattoni o come vetrina di un negozio deve garantire una resistenza a eventuali tentativi di effrazione ed urti accidentali. Se il materiale utilizzato è scadente e sottodimensionato il vetro si rompe. Il vetro deve essere spesso almeno 2+2 millimetri e rinforzato in maniera opportuna con intercalari (pvb) semplici ma in molti casi rigidi e rinforzati. In commercio si trovano vetri molto sottili che non garantiscono l'idonea resistenza».

Cosa deve verificare il bravo vetraio?

«Noi mettiamo a disposizione dei clienti un team di esperti che calcola, in base alle esigenze dei singoli progettisti e alle funzioni della parte architettonica richiesta, quale tipo di vetro dobbiamo utilizzare per garantire sicurezza e prestazioni idonee. In base alle indicazioni procediamo, documentazione e calcoli di portata alla mano. Ovviamente non è possibile avere tutto in sede ed in tanti casi ci avvaliamo di nostri partner che ci seguono da anni per le lavorazioni speciali. Tutti i vetri all'apparenza sembrano uguali, ma non è così».

Anche gli accessori hanno un ruolo fondamentale?

«Un altro aspetto molto importante è quello di selezionare con cura gli accessori metallici complementari al vetro. Avvalersi di fornitori competenti e professionali è fondamentale. In Italia abbiamo il meglio presente sul mercato internazionale».

Qual è la vostra principale preoccupazione?

«Quando mettiamo sotto i piedi o sopra le teste delle persone lastre di vetro dobbiamo avere ben chiaro quello che stiamo facendo».

Cosa vi preoccupate di garantire innanzi tutto?

«Potere isolante, tenuta, sicurezza, prestazioni strutturali. I nostri vetri sono certificati e realizzati nel rispetto delle normative, la 7697 del 2014 sulla sicurezza e la Dm 14/01/2008 in tema di tecniche per le costruzioni: la qualità è garantita. Dalla nostra vetreria esce solo vetro antisfondamento, come si dice in gergo comune, ossia antiferita e antinfortunistico in termine tecnico».

Cosa deve e può fare il vetro?

«Contribuire alla sicurezza, assicurando le prestazioni attese e non generando pericoli neppure in caso di rottura; contribuire alla riduzione dei costi riducendo il fabbisogno energetico, (riscaldamento e raffrescamento); contribuire alla riduzione del rumore di provenienza esterna; contribuire al benessere degli occupanti; rendere bello e prestigioso un ambiente o un edificio».

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