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INTERVISTA

Martino Traversa: «Ecco perché ho scritto al Ministro Bonisoli»

24 luglio 2018, 07:00

Martino Traversa: «Ecco perché ho scritto al Ministro Bonisoli»

LUCIA BRIGHENTI

Festival Traiettorie escluso dai fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il secondo triennio consecutivo.

La notizia è di questi giorni: la rassegna internazionale di musica moderna e contemporanea promossa da Fondazione Prometeo, non riceverà neanche un euro dallo Stato per il progetto triennale 2018-2020, che rischia così di dover essere ridimensionato. «Abbiamo ricevuto un contributo ministeriale sino al 2010. – ricorda il direttore artistico Martino Traversa, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al neo-ministro Alberto Bonisoli (le decisioni sono state prese dal governo precedente, ndr) – Si trattava per altro di una cifra irrisoria: 10.000 euro l'anno. Dal 2015, con la nuova riforma Franceschini, è stato necessario presentare dei progetti triennali. Siamo stati esclusi dai finanziamenti per il 2015-17, ora la nostra domanda per il 2018-2020 è stata nuovamente rigettata. Questa volta, però, il fatto è ancora più grave: il Ministero ha scelto Parma come capitale italiana della cultura 2020 e allo stesso tempo azzera i contributi a una delle realtà cittadine che più investe sui linguaggi contemporanei. Inoltre quest'anno il nostro progetto era stato presentato in collaborazione con il Comune di Parma e con il Complesso Monumentale della Pilotta».

Quanto avevate chiesto come finanziamento?

«Avevamo chiesto 70.000 euro per il 2018, una cifra irrisoria rispetto ad altri festival (MiTo Settembre Musica ha ricevuto contributi milionari, la Biennale di Venezia 900.000 euro)».

In base a che criteri vengono valutati i progetti?

«I criteri di valutazione fissati dal Ministero sulla carta sono validi, perché terrebbero conto della qualità degli artisti, dell'innovazione dei linguaggi, della capacità di coinvolgere i giovani, della storicità e internazionalità dei festival. Tuttavia la Commissione consultiva di valutazione (formata da figure con dubbia conoscenza dei linguaggi contemporanei) ha applicato questi criteri in modo incomprensibile, dando assoluta precedenza allo spettacolo e all'intrattenimento».

Che punteggi sono stati assegnati al Festival?

«Traiettorie ha ricevuto il punteggio minimo per la qualità e la rilevanza internazionale degli artisti ospitati, pur avendo in programma per il prossimo triennio 45 concerti con i più grandi interpreti di musica contemporanea europei. Abbiamo preso punteggio minimo per la voce “innovatività dei progetti”, pur avendo negli ultimi tre anni commissionato 45 prime esecuzioni assolute. Infine, ci hanno dato punteggio minimo sulla “continuità pluriennale del soggetto”, sebbene abbiamo 27 anni di storia alle spalle e abbiamo vinto il Premio Abbiati nel 2010. Ancora una volta sono prevalse altre logiche, tanto incomprensibili quanto estranee a quei criteri di valore e di qualità che è facile trovare nella nostra rassegna».

Come intendete rispondere?

«Hanno voluto ancora una volta colpire Traiettorie e, con la nostra rassegna, tutta la città. Per questo credo che Parma si dovrebbe unire per dare una risposta forte. Noi andremo comunque avanti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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