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Sentenza Parma

Chiacchio: «Intanto siamo in A»

25 luglio 2018, 07:01

Chiacchio: «Intanto siamo in A»

CARLO BRUGNOLI

Il giorno dopo la sentenza che ha sancito la penalizzazione di 5 punti per il Parma (da scontare nel prossimo campionato di serie A) e la squalifica di 2 anni a Calaiò per i messaggi whatsapp, i legali della società e del giocatore sono già al lavoro per il secondo tempo del processo che alla fine potrebbe sancire la riduzione delle pene.

L'avvocato Eduardo Chiacchio, che difende il Parma, non è ovviamente soddisfatto della sentenza ma si dichiara fiducioso in vista dell'appello.

Avvocato Chiacchio, quali sono i punti che contesta?

«Le pene comminate, sia per la società che per il giocatore, sono decisamente eccessive. Credo oggi, ancor più di prima, che il tentato illecito non ci sia stato così come non si identifica, nel caso specifico, la responsabilità oggettiva del Parma».

Temevate il verdetto più disastroso, ovvero la penalizzazione del Parma in serie B e quindi la retrocessione?

«Abbiamo sempre creduto che quella fosse una richiesta inammissibile anche perchè, e questo è stato uno dei nostri punti di forza, in quel caso il Parma avrebbe avuto diritto a disputare i play-off. Lo ripeto, è stato un elemento importantissimo ai fini della decisione finale».

Il Parma e Calaiò hanno già annunciato che ricorreranno in appello. Ma si aspettano anche le mosse della Procura e del Palermo che è stato ammesso al processo come controinteressato.

«Mi stupirei molto se la Procura federale presentasse ricorso visto che la pena subordinata richiesta per il Parma è stata accolta quasi in toto dal tribunale. Se l'accusa non si appellerà, ci troveremmo in secondo grado con due sole parti, il Parma e il Palermo».

La società siciliana si troverebbe quindi ad affrontare un dibattimento senza la presenza dell'organo inquisitorio. A suo avviso questo può essere un handicap per il Palermo?

«Credo di sì. Facendo il parallelo con il processo ordinario, sarebbe come se la parte civile si presentasse in secondo grado senza la presenza del pubblico ministero».

Su che elementi baserete il ricorso per quanto riguarda il Parma?

«Sicuramente chiederemo che il reato venga derubricato da tentato illecito sportivo a slealtà sportiva. C'è il precedente Napoli-Giannello che ha fatto scuola. Il calciatore venne condannato in primo grado per tentato illecito mentre alla società vennero comminati due punti di penalizzazione. In appello quella sentenza venne completamente ribaltata e al Napoli venne inflitta un'ammenda».

Quali saranno i tempi dell'appello?

«L'udienza dovrebbe essere fissata fra il 4 e il 10 agosto e la sentenza arriverà il giorno stesso già accompagnata dal dispositivo».

Dunque, dopo questo primo grado possiamo dire che non è soddisfatto ma fiducioso in vista dell'appello?

«Possiamo dirlo».

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