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Lutto

I musicisti di Parma piangono la scomparsa di Francesco Palmas

25 luglio 2018, 07:00

I musicisti di Parma piangono la scomparsa di Francesco Palmas

Mara Varoli

Su quei tasti bianchi e neri «creava magia», come ricorda Cisco Bonardi. Con quella tastiera o ancora meglio con quel pianoforte ha accompagnato tanti cantanti e musicisti, che ora piangono la sua prematura scomparsa. Francesco Palmas è morto a 41 anni. Originario di Assemini, in provincia di Cagliari, viveva a Parma da almeno 20 anni. Aveva studiato al Conservatorio di Cagliari l'oboe, ma da autodidatta aveva imparato a suonare il pianoforte. E lo suonava davvero bene.

Jazz, rock, pop: un musicista senza etichette, che sapeva avventurarsi in diversi generi. Per Robi Bonardi era un piacere invitarlo alle rassegne: «Ti avrei dato e procurato una delle mie giacche che tanto ti piacevano - non dimentica Bonardi -, insieme a tutte le altre nostre favole e le nostre tante complicità sonore...E così adesso il sogno comune del Portogallo (mi avevi guardato ancora una volta strano e incantato quando ti confidai il mio intimo segreto di avere un piccolo Bistró musicale, a picco sul mare, con pochi tavoli, un pianoforte Rhodes e un contrabbasso su una pedana d'angolo), diventa un magone amaro che mi si ferma tra la gola e il cuore facendomi scuotere la testa...lo sai che saresti stato uno dei primi musicisti che avrei voluto a suonare lì, nel nostro Cafè Luna Pilar». Quello della cantante Cecilia Salvini è un ringraziamento «per questo pezzo di strada condiviso in cui tu sei stato anima bella e tormentata, grazia di luce e ombre, pensatore instancabile, affetto incondizionato - scrive -. E ti ringrazio per la musica, che ancora una volta è la protagonista assoluta dei miei incontri, delle mie relazioni più speciali, e ha avuto il pregio di farci conoscere. Boa sorte meu amigo». Per tutti, intelligente e sensibile. E Alessandro Secchi: «Eravamo ragazzini, spensierati, sorridenti, la musica era tutto per noi». Elisa Sandrini ricorda, sempre su facebook: «Tutti hanno un pezzettino di Francesco nel cuore, tutti sono sconvolti, tutti si stringono nel dolore, tutti ricordano la musica condivisa nelle jam. Un saluto a te, al tuo vivere. Alla gioia che porti negli occhi. Possa accendersi nel tuo battito una danza di stelle infinite». Sintetico ma profondo Andrea Bertorelli: «E un altro dei buoni ci lascia…». Anche Armando Splenito sottolinea: «Francesco era una persona sempre disponibile: ti aiutava sempre. Un cuore gentile, mai arrabbiato, pronto a venirti incontro. Un bravo musicista e curioso, tant'è che lo chiamavano J.B., perché come un jukebox bastava chiedere una canzone e lui eseguiva». Un professionista, dalla cultura musicale molto vasta. Max Bozzani insieme ai Max Ensemble ha condiviso il palcoscenico con Francesco per oltre 11 anni: «Francesco era un grande improvvisatore, una capacità non comune - conclude Bozzani -. Eravamo colleghi sul palco e amici nella vita. Un ragazzo dai mille interessi: adorava il cinema ed era appassionato di alimentazione alternativa, sperimentando nuovi gusti. Una persona che sapeva scegliere le proprie amicizie, anche perché era molto profondo: riusciva a mettere l'impronta su un qualsiasi argomento. Sempre pronto al confronto, con le sue idee. Anche in maniera tenace». L'ultima parola alla cantante Barbara Barbieri: «E' tutto ovattato oggi, l'aria ha un sapore amaro ma cerco di ricordare il bello di te. Francesco, detto Checco, ci ha regalato momenti di vita vera, nella musica e nella quotidianità. Talentuoso, geniale, sensibile, testardo. Con queste qualità travolgeva tutti quelli che incontrava, amici o sconosciuti che fossero. Musicisti, e pubblico, senza distinzioni, venivano inclusi nel suo mondo in un attimo. Con la tastiera, parlava di sé, parlava di quello che sentiva. Con la musica lui volava. Oggi tutti noi, ci sentiamo mancanti di un pezzo del nostro cuore». E conclude, rivolgendosi a lui: «Ora ti saluto come mi piaceva tanto fare sul palco, perché ogni volta, alla fine della frase mi giravo, e tu mi facevi quel sorriso dolce, tra il timido, il ringraziamento, e la consapevolezza di aver dato il meglio: grazie... Francesco Palmas alle tastiere!».

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