Sei in Archivio bozze

POLITICA

Salvini a Fontevivo: «Il sindaco di Parma? Impari da quelli leghisti»

28 luglio 2018, 07:03

Salvini a Fontevivo: «Il sindaco di Parma? Impari da quelli leghisti»

Pierluigi Dallapina

«I primi cittadini imparino dai nostri sindaci leghisti, anche quello di Parma, un sindaco che ci chiede l'esercito perché si è reso conto ora che la zona della stazione è fuori controllo». La frecciatina a Pizzarotti, Salvini la lancia alla fine del suo intervento, ma non per questo è meno efficace. E durante la serata non risparmia nessuno.

Arriva dalla parte opposta rispetto a dove lo aspettavano spianati microfoni, flash e telecamere perché, come confida qualcuno dei suoi, a Salvini piace improvvisare. Ma non appena messo piede sul prato della festa di Fontevivo, il ministro dell'Interno, nonché leader della Lega, è stato immediatamente avvolto dal suo popolo armato di smartphone pronto ad immortalarlo. Meglio ancora se da vicino e con un selfie.

Scortato dalle forze dell'ordine, un Matteo Salvini in camicia bianca e senza la tipica felpa col nome del paese o della città ospitante si è concesso ad una folla letteralmente attratta dal carisma muscolare del suo leader. Foto a raffica e «Matteo» ripetuto ossessivamente hanno accompagnato il breve tour del ministro fra i tavoli della Festa nazionale Lega Emilia edizione 2018, prima di permettergli di cenare, in mezzo alla gente, come un ospite qualsiasi.

Ma prima di sedersi insieme ai parlamentari del territorio (Laura Cavandoli, Giovanni Battista Tombolato, Gabriella Saponara, mentre Maurizio Campari ha continuato imperterrito a spillare birre) e ai sindaci Tommaso Fiazza (Fontevivo) e Simone Dall'Orto (Traversetolo) il ministro leghista non ha risparmiato una zampata a chi lo attacca duramente, come Famiglia Cristiana, che gli ha dedicato la copertina dal titolo «Vade retro Salvini».

«C'è una parte di sinistra anche nella gerarchia ecclesiastica», sentenzia il ministro, che poi aggiunge: «La copertina è poco cristiana. Tengo il rosario che mi ha regalato una signora venendo qua». E ancora: «La sinistra, dopo aver chiuso l'Unità, ora punta su Famiglia Cristiana, ma tanto le copie che leggono sono le stesse».

A proposito di sinistra, Salvini non lesina le battute caustiche. «E' iniziata un quarto d'ora fa l'eclissi di luna più lunga del secolo e allo stesso tempo è iniziata l'eclissi della sinistra più lunga del secolo», scherza, prima di compatire il Consiglio comunale di Maiorca, che ha approvato una delibera per dire che Salvini non è gradito sull'isola spagnola. «Ma pensate come è messa male la sinistra del mondo. E chi ci va a Maiorca? Io vado a Cervia che è più bella».

Il ministro dà poi un giudizio sul lavoro svolto a Roma: «Siamo al governo da 57 giorni. Se qualche rosicone di sinistra critica, me ne faccio una ragione e vado avanti».

Dopo aver difeso la bontà delle nuove nomine ai vertici della Rai, Salvini punta dritto sul suo tema forte, quello dell'immigrazione. «Dobbiamo recuperare cinque anni di disastri – taglia corto -. Nei primi due mesi di governo sono arrivate 30mila persone in meno, è un buon inizio. Ora dobbiamo lavorare su ciò che abbiamo ereditato dalla sinistra».

Entrando nel dettaglio di altri punti chiave del programma di governo, promette: «Abbiamo intenzione di smontare la legge Fornero, pezzettino per pezzettino. Vogliamo smontare il muro innalzato per non fare andare la gente in pensione». Sui problemi legati alla sicurezza dice: «Vogliamo restituire alla gente il sacrosanto diritto di difendersi. Il Far West è oggi». Rivolgendosi infine a chi indossa una divisa, assicura: «Voglio restituire dignità alle forze dell'ordine, quando mettere le mani addosso al poliziotto o al carabiniere sembra lo sport nazionale».