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300 cartelli

I pericoli del Po scritti in 13 lingue

di Cristian Calestani -

29 luglio 2018, 07:00

I pericoli del Po scritti in 13 lingue

«Fare il bagno nel Po è pericoloso. La balneazione è vietata». Il messaggio più importante è questo.

300 CARTELLI DI PERICOLO

Su iniziativa del circolo Aironi del Po di Legambiente è stato riportato su 300 cartelli che saranno collocati in una ventina di accessi al Grande fiume del Parmense, ma anche in uffici e luoghi pubblici dei 6 comuni rivieraschi della nostra provincia. Un messaggio semplice e ripetuto in 13 diverse lingue, oltre all’italiano. Ci sono i classici inglese, spagnolo e francese ma – grazie alla collaborazione con l’insegnante Manuela Battistini - anche l’albanese, l’arabo, il cinese, il dari, il pasthu, il polacco, il rumeno, il russo, il somalo e l’urdu. Le lingue di chi sempre più, per motivi culturali e sociali, sceglie di frequentare le rive del Grande Fiume e spesso – come racconta periodicamente la cronaca – finisce per esporsi drammaticamente ai suoi pericoli, come accadde un mese fa ai 17enni Zakaria Sabbar e Moretall Seck, morti annegati a Coltaro travolti dai gorghi del Grande fiume.

COINVOLTI I COMUNI

«Il fiume cambia sempre – un altro dei messaggi della cartellonistica -. Quello che ieri sembrava sicuro, oggi può essere pericoloso». Ad illustrare le motivazioni della campagna di informazione – che ha trovato piena condivisione nei comuni di Colorno, Mezzani, Polesine Zibello, Roccabianca, Sissa Trecasali e Sorbolo – sono stati Massimo Gibertoni e Stefano Barborini del circolo Aironi del Po.

GLI STRANIERI I PIU' ESPOSTI

«L’Istituto superiore di sanità – spiegano – ha rilevato circa 400 morti all’anno in Italia per annegamento. Nella maggior parte dei casi, specie nelle acque interne, si tratta di ragazzi di origini straniere che non conoscono bene i luoghi e, soprattutto, non sono stati messi in guardia rispetto a certi pericoli. Il nemico maggiore in Po è la corrente che può raggiungere anche i 10 chilometri all’ora. In caso di difficoltà è sbagliato cercare di nuotare controcorrente, mentre è corretto lasciarsi trasportare dalla corrente stessa sino a raggiungere la riva. Gli spiaggioni, poi, cambiano conformazione ogni anno. Tra l’altro più sono estesi più aumenta l’immediatezza della profondità delle acque che può essere anche di 5 metri nelle vicinanze della spiaggia».

BALNEAZIONE VIETATA

Dal punto di vista normativo in Emilia Romagna, per ragioni di tipo sanitario e di sicurezza, è vietata la balneazione in tutte le acque interne. Una regola difficile da far rispettare, per cui è bene che chi decide comunque di tuffarsi in Po sappia a quali rischi va incontro. «Tra i pericoli ci sono anche le sabbie mobili – aggiunge Barborini – che in poco tempo possono far sprofondare piedi, caviglie e parte della gamba generando situazioni di panico». L’appello per vivere con attenzione gli ambienti rivieraschi – lanciato ieri dalla terrazza dello Storione di Coltaro di Sissa Trecasali – è stato condiviso anche dall’associazione Ciac e dal presidente della comunità senegalese del Parmense Abdou Ba: «Iniziative come queste – ha sottolineato - sono nel segno della sicurezza che a noi piace». Piena condivisione dai sindaci del territorio rappresentati dai primi cittadini Nicola Bernardi (Sissa Trecasali) e Marco Antonioli (Roccabianca).