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L'intervista

Pizzarotti: «Basta propaganda. Salvini ci permetta di usare l'esercito in stazione»

29 luglio 2018, 07:03

Pizzarotti: «Basta propaganda. Salvini ci permetta di usare l'esercito in stazione»

PIERLUIGI DALLAPINA

La sicurezza è materia di scontro fra il sindaco Federico Pizzarotti e il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. A dar fuoco alle polveri è stato il secondo, un ministro-leader di partito a cui piace provocare. «Se in passato avesse fatto qualcosa di più sulla sicurezza oggi avrebbe qualche problema in meno», ha sentenziato Salvini venerdì sera, alla Festa della Lega Emilia, a Fontevivo, riferendosi alla lettera inviatagli dal primo cittadino di Parma per chiedere al ministro più forze dell'ordine in città. E magari anche l'esercito a presidio della stazione.

Sindaco, che effetto le fanno le parole di Salvini?

«Trovo sconveniente che il ministro, invece di rispondermi in via istituzionale, dato che gli ho spedito una lettera, abbia preferito parlare dal palco della Lega. Purtroppo Matteo Salvini continua a fare propaganda, perché non ha capito che deve fare il ministro e smetterla con questa sua campagna elettorale permanente».

Il ministro l'accusa di aver cambiato idea sull'utilità dell'esercito. Cosa risponde?

«Per quanto riguarda l'esercito in città, ho sempre sostenuto che fosse inutile che i militari girassero per le strade e già ai tempi di Minniti al ministero dell'Interno avevo chiesto che i presidi dell'esercito venissero spostati dai luoghi in cui si trovano attualmente (la sede Efsa e la sinagoga, ndr) per andare a controllare aree più sensibili, come la stazione ferroviaria».

Quindi è favorevole ai militari in piazzale Dalla Chiesa?

«Sia io che Salvini sappiamo bene che l'esercito non può eseguire arresti, però può svolgere un controllo molto utile del territorio. Quindi, sull'opportunità di avere i militari in stazione non ci svegliamo certo in ritardo, perché già in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza avevamo avanzato tale richiesta. Ma in quell'occasione ci venne fatto notare che la presenza dell'esercito aveva una funzione di antiterrorismo e che quindi non potevamo utilizzare i militari per contrastare la delinquenza comune».

A questo punto cosa potrebbe fare Salvini per Parma?

«Prima di tutto, faccio notare che il ministro ha trovato il tempo per venire alla festa della Lega, a Fontevivo, ma non di incontrare i sindaci che chiedono un confronto. Inoltre, il suo ruolo gli imporrebbe di dare risposte alle richieste che gli vengono presentate dalla città più che esprimere un giudizio o perdersi in polemiche politiche, che ovviamente rimando al mittente».

In tutta sincerità, siamo o non siamo una città insicura?

«Parma non ha né più né meno problemi delle altre città medio piccole del nord Italia. La criticità più evidente è quella dello spaccio e a tal riguardo Salvini, invece di fare propaganda, impegni il governo ad approvare modalità più efficaci di contrasto del fenomeno».

La sua amministrazione cosa sta facendo per rendere Parma più sicura?

«In autunno contiamo di aprire due nuovi presidi della Polizia municipale. Uno sarà in via Bixio e l'altro in Ghiaia. Si andranno quindi ad aggiungere a quello già aperto nel quartiere San Leonardo. Però questi interventi rischiano di essere insufficienti».

Perché ritiene insufficiente la presenza delle divise sul territorio?

«Possono esserci anche più poliziotti e carabinieri, ma se uno che spaccia, dopo essere stato arrestato, viene subito liberato, per le forze dell'ordine è come avere le armi spuntate».