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Calcio dilettanti

Il Borgotaro non c'è più

30 luglio 2018, 07:00

Il Borgotaro non c'è più

MARCO BERNARDINI

BORGO VAL DI TARO La Ssd Borgotaro Calcio non esiste più. Chiude i battenti dopo 43 anni d’attività lasciando alla sola Valtarese l’onore e l’onere di rappresentare nei campionati dilettantistici una delle piazze più calde e conosciute dell’Appennino parmense. Una scomparsa avvenuta al termine di un’annata sfortunata che ha decretato la retrocessione in Seconda della società biancorossa, capace di raggiungere il punto più alto della sua storia nel 2008 con i play-off di Prima Categoria e nelle ultime due stagioni impegnata di fronte ai “cugini” granata nella stracittadina mai disputata a questi livelli.

POCHI GIOCATORI

Alla base della sofferta decisione la mancanza di giocatori dovuta alla diaspora della rosa che ha concluso al penultimo posto il girone B di Prima: in estate se ne sono andati, tra gli altri, Bongi, Dellanzo, entrambi al Bardi, Micheli, in direzione Solignano, Michele Zecca (Valtarese), Fomov e Giuliano Scarpenti (Bedoniese United), Berzolla e Vignali (Compiano) che, sommati ai ritiri del capitano Bazzani, del vice Bernieri, di Marziani, hanno, in pratica, impedito l’allestimento di un organico numericamente all’altezza. E così coloro che erano rimasti a disposizione confluiranno in blocco nel Valgotra sempre in Seconda: dal portiere Nicola Bernardi al difensore Stefano Corbelletta passando dai centrocampisti Julian Foglia, Sauro Lucchi, Emanuele e Nicolay Ruggeri, dagli attaccanti Michelangelo Ferrari e Marco Leonardi per finire con i dirigenti Pier Luigi Brindani, neo ds del club di Albareto, Franco Caraboni e Daniele Botti.

AMAREZZA

Comprensibile l’amarezza di Brindani che è stato giocatore, allenatore, ds, presidente e dg della Borgotaro, nonché uno dei fondatori e l’unico superstite dal 1975 ad oggi assieme a Luigi Gasparini.

«E’ una grave perdita che ci colpisce molto ma non avevamo alternative, avremmo dovuto fare una squadra raffazzonata e limitata - spiega Brindani - in questi anni abbiamo garantito un servizio sociale alla comunità cercando di coinvolgere un bacino ampio che si spingeva anche nel Pontremolese». Seguendo la filosofia del calcio dilettantistico di una volta (rimborsi spese al minimo solo per chi veniva da fuori) forse utopistica da perseguire attualmente se non proprio al Valgotra. «Mi sento come se fossi tornato a casa, il 60-70% dei ragazzi è di Borgotaro e c’era già una buona sintonia tra di noi. Si sono integrate due società che avevano difficoltà a completare la rosa. Ripensamenti in futuro? In linea di massima l’abbandono è definitivo ma sono convinto che tra un paio d’anni parecchi giocatori del posto richiederanno di ripristinare una seconda squadra in paese. Il problema potrebbe essere quello di trovare dirigenti volenterosi però non escludo a priori l’eventualità».

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