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Rubato un tabernacolo d'argento

Ladro seriale arrestato dopo furto in chiesa

30 luglio 2018, 07:01

Ladro seriale arrestato dopo furto in chiesa

LUCA PELAGATTI

La prima razzia aveva reso al ladro i proverbiali trenta denari. Stavolta il gesto sacrilego gli ha fruttato invece un biglietto di sola andata verso il carcere di via Burla. La speranza a questo punto, vista la testardaggine di quel malvivente, è che ci possa restare a lungo.

Ormai anche ai furti in chiesa sembriamo aver fatto il callo: ma quello che si è verificato qualche giorno fa nella chiesa di Sant'Alessandro di via Garibaldi, proprio di fronte alla Steccata, è un colpo che ha qualcosa di speciale. Non è infatti la prima volta che la chiesa viene presa di mira e già in passato era stato rubato il bassorilievo d'argento del Cristo Risorto del tabernacolo. Il fatto preoccupante è che è successo di nuovo. E soprattutto che a colpire è stata sempre la stessa persona, ovvero un siciliano 34enne, senza fissa dimora.

Per capire però meglio questa brutta storia occorre fare un passo indietro, tornando al luglio 2014, quando il parroco della chiesa scoprì che il prezioso manufatto del '700 era stato portato via da qualcuno che si era infilato nella navata e aveva arraffato quell'arredo sacro. Tra l'altro danneggiandolo.

In quel caso però il pronto intervento dei carabinieri aveva permesso di identificare il responsabile che era stato fermato poco lontano. Il bassorilievo pareva scomparso ma era poi saltato fuori in fretta quando la notizia del furto era stata pubblicata dalla «Gazzetta»: il titolare di un compro oro, infatti, lo restituì spontaneamente spiegando di averlo acquistato poche ore prima da quello che, con ogni probabilità era il ladro. Simbolica la somma pagata: trenta euro.

Il tabernacolo tornò quindi al suo posto e il balordo rimediò una denuncia per ricettazione che si sommò ad una lunga serie di altre accuse per reati che vanno dalla rapina alla detenzione di armi. A questi ora si aggiunge una nuova imputazione perché lo stesso personaggio, all'inizio di questo mese, è tornato sui propri passi: e ha rubato ancora il bassorilievo. A provarlo sono state le immagini delle telecamere che lo hanno ripreso e le impronte rimaste all'interno della chiesa. Non solo: i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, che hanno imparato a conoscerlo anche troppo bene, non hanno avuto dubbi e anche grazie alla collaborazione dei Ris hanno raccolto le prove sufficienti perché a carico del ladro seriale venisse emessa una ordinanza di custodia cautelare. Già, ma sapere che era lui il responsabile non bastava. Occorreva trovarlo: per fortuna il coordinamento tra le forze dell'ordine ha funzionato e il siciliano è stato fermato su un treno a Rimini. E i carabinieri di Parma lo hanno preso in consegna e portato in via Burla con l'accusa di furto aggravato. Sarebbe il finale giusto se non fosse per un fatto: il tabernacolo non è stato trovato e dopo circa un mese sono sempre meno le possibilità che possa tornare al suo posto, nella chiesa di Sant'Alessandro. Forse stavolta avrà reso più che trenta denari. Ma un simile tradimento non ha prezzo.

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