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TEATRO

Gigi Dall'Aglio vince il Premio Garrone

02 agosto 2018, 07:00

Gigi Dall'Aglio vince il Premio Garrone

VALERIA OTTOLENGHI

RADICONDOLI (Siena) Maestro! Questo il titolo che il Premio Garrone ha assegnato a Gigi Dall’Aglio durante il Festival di Radicondoli. Un premio speciale, che nasce dalle indicazioni di tanti del mondo del teatro che mandano le loro segnalazioni, tra le quali scelgono quindi i membri della giuria, composta da Sandro Avanzo, Rossella Battisti, Claudia Cannella, Elena Lamberti, Enrico Marcotti, e da chi qui scrive: insieme al Maestro (così il bando: una figura particolarmente disponibile verso le nuove generazioni, capace di ascoltare, di mettersi a confronto con generosità) viene premiato un critico.

Quest’anno, per la nona edizione di questo riconoscimento nato per ricordare il critico Nico Garrone (padre del regista Matteo Garrone, ndr), a lungo direttore del Festival di Radicondoli, sono stati premiati la giovane Lucia Medri, dalla scrittura densa e scorrevole, l’eccellente Michele di Stefano, coreografo e performer, per la prima volta un Maestro per la danza, e il «nostro» Gigi Dall’Aglio, che, segnalato anche in anni precedenti, la giuria ha voluto riconoscere all’unanimità con tale titolo.

Meritatissimo! Di Dall’Aglio, attore e regista, si è ricordato il contributo fondamentale dato alla nascita di molte compagnie (a Parma il Collettivo poi Teatro Due, ma anche le Briciole) o il prezioso gruppo A.T.I.R. a Milano - e molte altre in diverse parti del mondo dove, chiamato magari inizialmente per un laboratorio o una regia, lasciava entusiasmo e competenze che permettevano di far crescere nuove realtà produttive; innumerevoli le regie, in particolare certo con Teatro Due, ricordando «Non si uccidono così anche i cavalli?» in collaborazione con la Lucenti e, più recenti, le messe in scena di testi di Mayorga, riconosciute nel loro valore dallo stesso autore.

Citata naturalmente «L’istruttoria» di Peter Weiss, che, dopo decenni di repliche, ancora mantiene intatta la sua energia, di notevole efficacia anche la regia televisiva dello stesso Dall’Aglio. Ma importanti sono stati anche l’ampio lavoro guidato in Friuli e l’esperienza d’insegnamento all’Università di Venezia. E ancora ancora ci sarebbe da scrivere di questo Maestro, che è tale anche per la capacità, realmente pedagogica, di consegnare autonomia a chi lavora con lui. E di notevole interesse è stata la riflessione d’apertura di Gigi Dall’Aglio per il tradizionale Aperitivo Critico, un tema da avvicinare per brevi spunti e magari da approfondire anche in altre sedi, «La creatività degli attori e la regia plurale: esempi e modelli di sinergie per la scena».