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COLORNO

Aspettando Godot: protesta teatrale per il ponte chiuso

03 agosto 2018, 07:00

Aspettando Godot: protesta teatrale per il ponte chiuso

CRISTIOAN CALESTANI

CASALMAGGIORE L’ultima protesta ha un richiamo teatrale. Lo striscione riporta la scritta «Aspettando Godot» e, al suo fianco, sono seduti due fantocci in attesa che il ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore riapra. A quasi un anno dalla chiusura, e con davanti minino altri 13 mesi in queste condizioni, dalla rotatoria dell’imbocco del ponte a Casalmaggiore giunge un altro grido di protesta citando una delle opere più famose di Samuel Beckett.

È l’ennesima provocazione, a firma anonima, di una serie apertasi ad inizio luglio quando apparve per la prima volta una bara, poi rimossa. Una decina di giorni fa fu poi il turno di una lapide che annunciava la morte del territorio casalasco visti la chiusura del ponte, l’inefficienza cronica del servizio ferroviario della linea Parma-Brescia e la decisione da parte della Regione Lombardia di chiudere, entro fine anno, il punto nascite dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore dove, prima dello stop alla circolazione sul ponte, erano circa una sessantina all’anno i bimbi nati da mamme residenti nel Parmense.

Infine pochi giorni fa, dopo la rimozione della lapide, sono comparsi nottetempo alcuni lumini, poi anche questi rimossi per un ipotetico rischio di incendio. Ad accompagnare il tutto una serie di striscioni collocati in vari punti del paese. Sul cavalcavia del ponte era stato affisso un lenzuolo bianco con la scritta «Avete tolto la bara, ma il morto è qui. Vergogna», mentre in stazione a fianco dei binari era comparsa la scritta: «Chi non ha il coraggio di ribellarsi, non ha il diritto di lamentarsi».

Si era parlato anche di «Casalmaggiore, comune deinfantizzato», sottolineando la distanza dai punti nascita più vicini: Parma 39 km (sarebbero 24 con il ponte aperto) e Cremona 42. Nella rotatoria di accesso all’ospedale era poi stato posizionato un passeggino vuoto, circondato da palloncini azzurri e rosa, con un ulteriore emblematico messaggio di una mamma al proprio bimbo: «Amore aspetta, non puoi nascere qui. Dobbiamo correre in un altro ospedale».

Come noto pochi giorni fa è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando per i lavori di sistemazione del ponte. Ma le tempistiche prospettate – riapertura non prima del settembre del 2019, quindi a due anni esatti dalla chiusura – non hanno per nulla rasserenato un territorio che continua a dover affrontare quotidiani disagi.

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