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Tre ladri in azione all'Angelica Club

Svaligiato il rustico dell'omicidio di Kelly

03 agosto 2018, 07:03

Svaligiato il rustico dell'omicidio di Kelly

LUCA PELAGATTI

Per tutti quello era il casolare del delitto di Natale, il rustico dove, alla fine del 2016, hanno perso la vita Luca Manici e Gabriela Altamirano. Il rifugio a luci rosse dove la trasgressione si è trasformata in morte.

Per quel terzetto di balordi invece quello era solo un edificio isolato e disabitato, il posto giusto dove infilarsi con qualche chiave inglese e molta faccia tosta. E portare via ogni cosa.

I sigilli al «Club Angelica», il teatro dell'omicidio della Kelly e della sua aiutante, la polizia li aveva già tolti da tempo. Così, nei mesi scorsi, qualcuno è tornato nel rustico di strada Angelica. E non era per ricordare chi non c'è più.

Ad accorgersene è stato il padrone di casa che ha visto la porta stranamente spalancata: e senza perdere tempo ha chiamato la polizia.

Sul posto, vicino all'Enza, sono arrivati gli uomini della Mobile e gli specialisti della Scientifica che hanno impiegato poco a capire cos'era successo: qualcuno forzando la porta e una finestra si era infilato nel casolare. E l'aveva saccheggiato.

Non si tratta del classico modo di dire: i ladri hanno rubato termosifoni e stufe, quadri elettrici e prese di corrente, videoregistratori ed elettrodomestici, luci esterne e interruttori. Persino il campanello del citofono. Se avessero potuto avrebbero fatto sparire anche i muri e le travi del tetto ma, in compenso, hanno lasciato, abbandonati nel prato, due mazzi di chiavi e poche altre tracce.

Con quegli indizi da nulla gli investigatori si sono messi all'opera: e dopo aver provato le strade più consuete hanno iniziato anche a frugare nei meandri della Rete. E proprio su Facebook, ecco il colpo di fortuna: una donna, infatti, aveva di recente messo in vendita una stufa a pellet che appariva identica a quella fotografata durante i sopralluoghi per il delitto della Kelly. E se possedeva quella stufa doveva avere anche il resto della merce.

Gli uomini della sezione Antirapina hanno quindi fatto visita alla donna, residente a Traversetolo, che di fronte alle divise ha alzato le braccia .E iniziato a raccontare.

Ha spiegato, parlando come un fiume in piena, che il furto era stato messo a segno dal fidanzato con un amico durante tre visite successive al casolare. E che l'amico, nella propria casa, aveva ancora parecchia merce da vendere.

Gli uomini della Mobile quindi non hanno dovuto fare altro che presentarsi al domicilio dell'uomo che, al contrario dell'amica, ha però scelto la via del silenzio. «Io non c'entro nulla, non è vero niente, io non ho rubato», ha scandito con fermezza. Anche se di fronte all'evidenza la sua situazione pareva già scritta visto che nella casa sono spuntati, tra le altre cose, i termosifoni rubati nell'«Angelica club».

La beffa è che, però, durante un secondo controllo nella sua casa, l'uomo ha lamentato che nel verbale di sequestro mancavano due mazzi di chiavi che, secondo lui, gli agenti avevano prelevato nella prima visita.

E' stato il classico errore fatale, quello che di solito accade solo nei film: perché quelle chiavi erano realmente in mano agli agenti. Ma i poliziotti le avevano trovate davanti alla casa della Kelly, abbandonate nel prato. E in questo modo il ladro ammettendo che erano proprie e riconoscendole con certezza, ha, di fatto, fatto scattare la trappola che lo ha incastrato.

I tre, V.M. di 35 anni, residente a San Polo d'Enza, G.M., 33enne di Traversetolo così come la 38enne, B.F. sono quindi stati denunciati per furto mentre la refurtiva ancora disponibile è stata recuperata.

E il casolare del delitto di Natale, forse, è tornato a custodire in pace e in silenzio, il ricordo di quei morti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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