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L'INCHIESTA

Allarme per il Parco Ducale. «Intervenire subito o sarà il declino»

06 agosto 2018, 07:03

Allarme per il Parco Ducale. «Intervenire subito o sarà il declino»

FRANCESCO BANDINI

«Se non si muovono a inventarsi qualcosa e a fare qualche manifestazione per far tornare vivo questo parco, andremo inesorabilmente verso il declino. E la cosa può anche diventare pericolosa». A dirlo è un osservatore privilegiato del Parco Ducale, Sante Ferro, da 24 anni gestore del ristorante della Corale Verdi, proprio di fianco al principale polmone verde della città, di cui nel tempo ha potuto osservare la metamorfosi e lo spopolamento. Una situazione documentata ieri dalla Gazzetta, che ha verificato come il Giardino sia sempre meno frequentato dai parmigiani e sempre più in mano a gruppi di africani che bivaccano ovunque e spacciano, tanto che la sera in pochi hanno il coraggio di avventurarsi fra i viali bui.

«Una volta, specie la domenica – ricorda Sante – c'erano le famiglie, i parmigiani e i turisti, che andavano al parco e poi venivano qui da noi. Ora tante volte dobbiamo chiudere prima perché non c'è più nessuno. I vecchi parmigiani che vengono qui dicono che una volta andavi al parco e potevi sederti, oggi le panchine sono proprietà di questa gente, che bivacca, sporca, dorme e fa i propri comodi».

Spiega che in principio alcuni di questi frequentatori «non ortodossi» del parco hanno anche provato ad andare a comprare alcolici alla Corale Verdi, dove però è stato fatto capire loro che non era il luogo adatto per rifornirsi. E così hanno smesso di andarci. «Abbiamo anche subìto qualche furto, ma non abbiamo elementi per dire che siano stati loro». Quello che però è sicuro, secondo il gestore, è che qualcosa sta cambiando, anzi è già cambiato, e che il Giardino non è più quello di una volta. «La gente ha paura a frequentare il parco dopo una certa ora. Ma mi chiedo: ci sono solo quattro ingressi, possibile che non si possa controllare chi entra e chi esce e che la notte tutta questa gente possa rimanere all'interno del parco a fare quello che vuole? Questo è qualcosa di veramente distruttivo per il parco».

Gli fa eco il presidente della Corale Verdi, Andrea Rinaldi: «Ormai il giardino pubblico è pubblico di nome ma non di fatto, perché una parte di persone è costretta a rinunciarvi a causa di questa situazione che è sotto gli occhi di tutti. Ma purtroppo è il segno dei tempi, visto che il degrado è una situazione comune a tutti i parchi cittadini».

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