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LUTTO

Addio a Annamaria Manghi, corista del teatro Regio

di Lucia Brighenti -

07 agosto 2018, 07:10

Addio a Annamaria Manghi, corista del teatro Regio

Gli amici la ricordano per la sua ironia, per le risate fatte assieme, per la sua passione per la vita, per l’arte e per il canto.
Annamaria Manghi, per quindici anni corista del Teatro Regio, se n’è andata ieri a cinquantanove anni, dopo una lunga malattia.
Aveva lavorato all’Intendenza di Finanza e poi al Catasto, ma il suo mondo era un altro, quello della musica e del teatro.
Per alcuni anni aveva cantato anche come soprano nella Corale Verdi.
«Per me era un’artista. – ricorda il fratello Maurizio Manghi – Ha fatto di tutto: la comparsa, la corista, ha studiato all’Accademia di belle arti. Da ragazza ha disegnato per Fiorucci, ma poi i suoi interessi si sono spostati sulla musica e il teatro. Ha anche studiato doppiaggio a Roma, con Pino Insegno, e poi a Bologna. Doppiava soprattutto cartoni animati, personaggi come Gas Gas di Cenerentola. Se n’è andata di casa presto, a 18-20 anni, ma non si è mai sposata: era un’anima singola e singolare, una donna solitaria, estremamente intelligente, schietta e sincera, tanto che a volte si metteva contro i suoi titolari, nell’ambiente di lavoro, perché non sopportava le ingiustizie. Era molto ironica e questo spirito l’ha aiutata nella malattia. Non l’ha fatta mai pesare, anzi ci scherzava sopra. È stata se stessa fino alla fine».
Condivideva da sempre la sua passione per la musica con il soprano Paola Sanguinetti, che la ricorda così: «Era la mia migliore amica. Ci siamo scelte da piccole, a dieci anni, e non ci siamo più lasciate: condividevamo tutto. È stata lei a portarmi in teatro: stava frequentando un corso per mimo e mi convinse a fare con lei le audizioni al Regio. Siamo entrate in teatro e ce ne siamo innamorate... io non ne sono più uscita. Annamaria aveva mille interessi: la letteratura, l’opera, la danza... da piccola, di nascosto, rimaneva alzata fino a tardi per vedere alla Tv gli sceneggiati e i gialli, conosceva tutti gli attori. Era una persona straordinaria, ironica e autoironica: tutti gli amici ricordano le risate fatte con lei, il suo senso dell’umorismo, le sue battute sempre pronte, anche se odiava essere definita “solare”. “Sono una persona lunare”, diceva. Non aveva un carattere facile, ma era molto affascinante e aveva una vitalità particolare. Aveva anche iniziato a cantare nell’operetta, ma poi si è ammalata».
«La ricordo come una persona gioiosa, simpatica, con una grande voglia di vivere e scoprire cose nuove. – dice Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi –. L’ironia era il suo cavallo di battaglia. Aveva una grande passione per il canto e diceva che non esiste musica bella o brutta, ma solo musica fatta bene».
Annamaria Manghi lascia la madre Maria, la sorella Liviana e il fratello Maurizio. Oggi alle 18,30, nella cappella dell’Hospice delle Piccole Figlie, il Santo Rosario.
Il funerale si terrà domani alle 16.30 con partenza dalle Piccole Figlie, per dirigersi al Cimitero di Valera.

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