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La rinascita

Pace di giorno, festa di sera: dolce è la vita a Parco Ferrari

di Gabriele Grasselli -

07 agosto 2018, 07:00

Pace di giorno, festa di sera:  dolce è la vita a Parco Ferrari

Là dove c'erano solo i sussurri delle compravendite tossiche ora ci sono le grida festanti dei bambini sull'altalena. Là dove le uniche luci erano quelle dei lampeggianti blu di polizia e carabinieri ora sfavillano i neon rassicuranti del bar aperto fino a mezzanotte.
Là dove a movimentare l'aria ferma erano solo le periodiche retate di spacciatori ora si agitano gli sportivi che si allenano, le famiglie che ronzano attorno alla tovaglia del picnic, le mamme che rincorrono i figli, i cani lasciati liberi dai padroni, la gente che parla, che gioca, che canta, che prega. Là dove c'era un parco desolato e temuto, ora c'è un grande giardino davvero pubblico. Sta morendo Parco Ducale? E' rinato Parco Ferrari.
Le proporzioni vanno fatte e le tradizioni perdute non si recuperano in zone meno storiche della città. Ma tra gonfiabili per i piccoli, alberi e panchine per gli accaldati, saliscendi erbosi e campetti per gli atletici, un chiosco ristoratore per tutti, il parco che apre su via Torelli quest'estate sta confermando la sua nuova giovinezza, soprattutto la sera. Lì nessun coprifuoco, nessuna desertificazione, nessuna elegante architettura floreale abbandonata alla ribalda illegalità di brutti ceffi, nessun crepuscolo di belle epoche che chissà se torneranno. Il contrario: l'agonia si è trasformata in salute sgambettante. E non tutti lo sanno.
«Sì, la nomea è stata cattiva per tanto tempo, però da alcuni anni qui la situazione è nettamente migliorata. Anzi, si è ribaltata. Il parco è pulito, l'atmosfera è serena, le persone sono sicure. Altri posti offrono meno, per usare un eufemismo, e quindi qui facciamo il pienone»: Sonia Bernardi gestisce con il compagno e il fratello il chiosco bar che in luglio e agosto resta aperto dall'alba fino a mezzanotte e che è considerato un po' il simbolo della riscossa e il fulcro della nuova stagione di Parco Ferrari.
Certo, la presenza del comando provinciale della Guardia di Finanza ha aiutato. Forse anche le scuole nei pressi, che garantiscono un via vai di genitori e bimbi per tutto l'anno. Poi le comunità straniere che da marzo a settembre, soprattutto al sabato e alla domenica, si ritrovano nel verde per tavolate allegre, ricorrenze, eventi, preghiere, canti, partite di pallavolo. Presenze, suoni, colori che non convincono tutti - «si rischia il ghetto» oppure «è una specie di colonizzazione», commenta un gruppetto di habitué parmigiani all'ombra di una pianta gigante -, ma che non comportano problemi per la maggioranza dei frequentatori.
Già, i frequentatori: si va dalla affermata professionista in cerca di concentrazione refrigerata («in Cittadella c'è troppo caldo e meno tranquillità: ho scoperto tutta la validità di questo luogo da poco; una cosa da migliorare? L'illuminazione: io devo accompagnare sempre mia figlia in palestra perché in certi punti è inesistente»), alle mamme e nonne con figlioletti e nipoti scatenati («veniamo molto volentieri, è un punto di riferimento sicuro»), ai forzati della forma fisica, ai patiti del caffè di metà mattina fra amici e amiche, agli aperitivo-dipendenti, agli anziani in cerca di frescura e chiacchiere.
Tutto a posto, dunque? Ovviamente, no. «Provate a venire a notte fonda: qualcuno che esagera con alcol e chiasso c'è...», avverte qualcuno. E c'è chi lamenta la poca attenzione del Comune: «Perché i bagni vengono chiusi sistematicamente alle sette di sera quando qui la gente resta fino a molto più tardi? Ci sono bambini, anziani, donne incinte.... Una volta avevamo le chiavi noi, poi non ce le hanno più lasciate», dice la titolare del chiosco. «E poi perché l'amministrazione non organizza più nulla qui, un mercatino, una piccola manifestazione? Lo spazio c'è ed è bello, è un peccato non sfruttarlo».

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