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Case protette

Sos in città: 300 anziani in lista d'attesa

08 agosto 2018, 07:03

Sos in città: 300 anziani in lista d'attesa

LUCA MOLINARI

A Parma ci sono più 300 anziani in attesa di entrare in una casa protetta. Si tratta di un numero in costante aumento, che il Comune non riesce a smaltire per colpa dei limitati posti disponibili nelle strutture presenti in città (700 i posti accreditati a Parma, 773 se si conta l'intero Distretto di Parma, che comprende anche alcuni comuni limitrofi).

A livello comunale vengono stanziati per gli anziani circa 28 milioni di euro l'anno. Per sbloccare la situazione, secondo l'assessore al Welfare Laura Rossi, servirebbe un incremento del Fondo regionale per la non autosufficienza, che da anni trasferisce la stessa cifra a livello locale (circa 16 milioni di euro al Distretto di Parma), nonostante i bisogni crescenti. Per tentare di rispondere alle necessità di chi chiede di entrare in casa protetta, il Comune garantisce l'assistenza domiciliare e i cosiddetti ricoveri temporanei, ossia inserimenti di un mese all'interno di strutture protette per consentire ai familiari e ai servizi sociali di organizzare l'assistenza domiciliare per l'anziano.

«Il Comune di Parma ha a disposizione 700 posti in casa protetta – spiega Laura Rossi – Ogni anno le persone ospitate sono circa un migliaio, grazie alla fisiologica rotazione dei posti disponibili. In particolare, nel 2017 c'erano 948 persone inserite in casa protetta». Le strutture protette con posti accreditati sono, tra le altre, quelle di Asp (a partire dal complesso di piazzale Fiume), Alberi di Vigatto (una delle realtà costruite più di recente, anche grazie all'altruismo della famiglia Pescina), via Sidoli, via Ravenna e quelle legate all'Opera diocesana San Bernardo degli Uberti (diocesi di Parma). «I posti disponibili diventano 773 se si conta l'intero Distretto di Parma – precisa l'assessore – con un indice di occupazione altissimo, vicino al 98%. Questo significa che ogni posto rimane libero pochissimo, consentendoci di dare risposta ogni anno a circa 200 dei 300 posti in lista d'attesa».

A questi posti vanno aggiunti quelli per la parte privata. «I posti privati accreditati sono 25 – sottolinea Laura Rossi – troppo pochi rispetto ai bisogni reali. Purtroppo il distretto di Parma al momento non ha potuto contare su investimenti importanti sul mercato privato». Per andare incontro ai bisogni delle famiglie con anziani non autosufficienti «favoriamo i progetti di domiciliarità e i ricoveri temporanei – aggiunge l'assessore –. Attualmente il Comune ha in carico 3mila anziani; oltre 1000 di questi usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare e dei pasti a domicilio».

Per garantire più posti in casa protetta servirebbero più investimenti. «Il Fondo regionale per la non autosufficienza è fermo da anni e, di conseguenza, non possiamo prevedere più posti in accreditamento – rimarca Laura Rossi - Ad aggravare la situazione, negli ultimi anni, è anche la composizione del fondo, molto vincolata. Le poche risorse disponibili devono essere usate soltanto per determinati capitoli di spesa, annullando la possibilità di destinare più soldi dove serve. Come Comune investiamo molte risorse per dare risposte agli anziani. Basti pensare che per l'assistenza domiciliare investiamo 3 milioni l'anno e 2,2 milioni per l'integrazione delle rette per gli anziani in struttura».

Gli investimenti

Gli investimenti in nuove strutture per anziani languono, ma a breve partiranno i lavori per realizzare dei nuovi spazi all'interno del complesso di Villa Parma. «A breve partiranno i lavori per realizzare una nuova struttura di 75 posti all'interno del complesso di Villa Parma – annuncia Laura Rossi – che andrà ad assorbire i posti dell'attuale struttura “Le Tamerici”, che chiuderà». Non solo. Grazie alla riqualificazione del complesso Romanini Stuard, durante i lavori a Villa Parma «i posti accreditati nella struttura “Le Tamerici” saranno comunque garantiti e, una volta terminati i lavori, saranno offerti più posti privati rispetto alle attuali disponibilità». L'assessore Rossi ribadisce inoltre «l'appoggio al progetto dell'Opera San Bernardo degli Uberti per realizzare una nuova struttura dedicata agli anziani che soffrono di problemi di demenza». Nel frattempo la popolazione ultra65enne continua ad aumentare. Nel 2016 questa fascia era composta da 43.125 anziani, mentre lo scorso anno da 43.632 persone, di cui 23.669 ultra75enni. Gli anziani anagraficamente soli nel Comune di Parma sono invece 13mila, anch'essi in costante aumento. «Il trend – commenta assessore – sarà costante anche in futuro».

L.M.

Emmaus

La diocesi di Parma è da sempre in prima linea nel campo dell'accoglienza agli anziani. Le case protette di Emmaus (Centro diocesano servizi anziani) sono quattro e rappresentano una realtà molto conosciuta e richiesta dalle famiglie parmigiane. In particolare, Villa San Bernardo è la «primogenita» delle case residenza che formano il centro presente a Porporano.

E' costituita da tre nuclei per un totale di 92 posti letto, di cui 90 accreditati. Villa Sant'Ilario conta invece 64 posti letto, di cui 33 accreditati. Un nucleo è riservato all'accoglienza di religiosi. Villa Santa Clotilde si trova invece in via Adorni, ha una capienza di 38 posti di cui 23 accreditati. Dal 2010 fa inoltre parte di Emmaus Villa Gaj Corradi, a Trecasali, che ospita 65 persone, di cui due accreditate.

A completare l'offerta anche alcuni mini appartamenti protetti all'interno di Villa Beata Eugenia Picco a Porporano. Elena Cardinali, direttrice generale dell'Opera San Bernardo degli Uberti (l'ente ecclesiastico che gestisce Emmaus e altri servizi), è chiara: «A Parma bisogna fare i conti con una carenza di posti letto. Questo porta molto spesso le famiglie a cercare posti in case protette private anche fuori dalla città, nell'attesa di essere accolti nelle liste di accreditamento. Nel distretto di Fidenza invece c'è più equilibrio tra domanda e offerta». Anche il tipo di servizio offerto è cambiato molto nel corso degli ultimi dieci anni. «I nostri ospiti sono tutte persone con più patologie, siamo quindi chiamati a lavorare in una logica trasversale». L'Opera ha acquistato un terreno a Porporano per realizzare una nuova struttura per anziani: «Siamo nella fase progettuale e ci piacerebbe condividere assieme alle istituzioni la mission e l'uso a cui destinarla».

L.M.

Lo sportello

Si chiama «Clissa» il nuovo sportello che fa da punto di incontro tra le badanti e le famiglie che necessitano di un aiuto nella cura delle persone anziane o disabili. Lo sportello ha due sedi, una negli uffici del Comune in via Leonardo da Vinci , 32 e l'altra a Colorno presso il San Mauro Abate, in via Marconi 12. Lo scopo è quello di orientare le famiglie nella scelta dell'assistente familiare (tra quelle regolarmente iscritte all'albo: Registro distrettuale delle assistenti familiari) e, allo stesso tempo, aiutare le assistenti a valorizzare la loro esperienza e colmare eventuali lacune con una adeguata formazione. Non solo. «La costruzione di questo sportello – spiega Laura Rossi – consente ma anche di supervisionare quello che accade in casa, offrendo un controllo dei servizi anche a chi si rivolge al mercato privato. Da settembre inoltre andremo a sperimentare nuove formule di assistenza domiciliare».

L.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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