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RUGBY PRO14

De Battista, un «pirata» per le Zebre

09 agosto 2018, 07:00

De Battista, un «pirata» per le Zebre

PAOLO MULAZZI

Nicolas De Battista è nato in Argentina, ma in lui scorre sangue italiano e per tale motivo ha il doppio passaporto. Fu il bisnonno a far crescere il ramo argentino emigrando da Racalmuto, provincia di Agrigento. Per il trequarti centro essere alle Zebre significa aver messo piede per la prima volta in Italia e vorrebbe approfittare per andare a visitare i luoghi da cui tutto partì: «Assolutamente, appena mi sarà possibile. I miei genitori sono in arrivo e faranno una visita a Racalmuto». E non nasconde il sogno azzurro: «Mi farebbe molto piacere; se ci sarà una chance, perché no». Nel pieno della maturità, 27 anni, De Battista è arrivato questa estate alle Zebre dai Cornish Pirates, squadra di medio-alta classifica della Championship, la seconda divisone inglese, dopo essersi messo in luce con la squadra di Rosario e aver vestito la maglia della nazionale argentina U19 e U20, con quest'ultima non test ufficiali, avendo dovuto saltare i mondiali di categoria del 2011, svoltisi in Italia: «La Championship è molto dura, molto fisica, le squadre hanno una struttura di gioco ben precisa, staff tecnici molto competenti: si impara molto» ci ragguaglia De Battista. Nelle due stagioni ai Pirates ha lasciato il segno: ne era divenuto il capitano e alla fine della prima stagione è stato eletto miglior giocatore del campionato. Ora è chiamato a dare un ulteriore contributo di qualità ed esperienza a una squadra che dopo aver timbrato la miglior stagione della sua breve storia vuole continuare a crescere: «Sono stati due anni importanti e soddisfacenti, è stata una grande sorpresa e un onore essere nominato miglior giocatore dagli altri giocatori. Sono qui per continuare a imparare: nello staff c'è anche un grande ex giocatore come Troncon, ovunque vedo foto di nazionali: si respira grande rugby. Per le Zebre, ora, c'è una nuova bella sfida. Le vincitrici delle due coppe europee sono state due squadre del Pro14 che, al momento, è una delle migliori leghe al mondo. E' bello poter giocare qui». In questo primo mese a Parma ha notato le differenze rispetto al gioco cui era abituato: «Intanto la struttura è molto bella. Alle Zebre è molto diverso rispetto ai Pirates: qui si predilige il movimento, giocare il più possibile, che è molto meglio».

Il suo vecchio pallino era di fare il graphic designer; in quel campo occorre avere anche fantasia, intuizione. Per giocare trequarti centro servono un po' anche quelle doti, anche se l'esplosività e la forza vengono prima, ma, tutto sommato, anche in campo si tratta di disegnare traiettorie, angoli di corsa: «Mi piace e lo è ancora: sto cercando di continuare a studiare nel tempo libero perché la carriera ovale non è molto lunga e si deve guardare avanti. C'è un piano di gioco da rispettare nel rugby, ma ogni tanto la creatività può servire».

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