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Piano periferie

Il governo fa saltare finanziamenti per 18 milioni

09 agosto 2018, 07:01

Il governo fa saltare finanziamenti per 18 milioni

Francesco Bandini

Bando per le periferie, potrebbe slittare tutto in avanti di almeno un paio d'anni. E, con esso, i 18 milioni di euro che il Comune di Parma era riuscito a portare a casa dopo che a fine 2017 il governo aveva dato il via libera a sei progetti di riqualificazione urbana. La cattiva notizia è nascosta tra le pieghe del decreto Milleproroghe messo a punto dal governo, già approvato dal Senato e che ora approderà alla Camera per il via libera definitivo. Nel documento è prevista la sospensione fino al 2020 delle convenzioni stipulate fra 120 Comuni e il governo per il finanziamento di progetti di riqualificazione delle periferie, per un totale di 3,8 miliardi di euro.

Una decisione che ha colto di sorpresa i Comuni interessati e anche quello di Parma, dove per quattro dei sei progetti è già stata approvata la progettazione esecutiva (uno di essi è addirittura già in fase di gara d'appalto) e per gli altri due è stato approvato il progetto definitivo ed è in fase di elaborazione quello esecutivo.

I PROGETTI

Ecco quali sono i sei progetti che verrebbero stoppati (alcuni rientrano tra quelli previsti per Parma capitale della cultura 2020): complesso dell'Ospedale Vecchio (realizzazione del museo multimediale nella grande crociera e riqualificazione del sottocrociera con museo dei burattini e galleria mercatale), 7,5 milioni di euro, di cui circa 6,5 da finanziare con il bando periferie; centro sportivo all'ex Cral Bormioli, quasi 4,9 milioni, di cui 4 da finanziare; Workout Pasubio, 4,3 milioni, di cui 2,3 da finanziare; riqualificazione di piazzale Pablo, 1,1 milioni, interamente da finanziare; biblioteca Montanara nell'ex Villa Ghidini, 2 milioni, interamente da finanziare; Casa nel Parco nei rustici del Podere Cinghio, 3,3 milioni, di cui 2 da finanziare. Quello di Villa Ghidini è già in fase di appalto e tra fine agosto e settembre il Comune sarebbe in grado di mettere in gara altri tre progetti, il che vuol dire che il mese prossimo potrebbero essere appaltati lavori per 10 milioni di euro. Ma ora tutto potrebbe essere stoppato dal Milleproroghe, contro il quale i Comuni interessati già preannunciano battaglia, forti degli accordi firmati a suo tempo con il governo. Nel frattempo, è intenzione del Comune di Parma chiedere già nei prossimi giorni – com'è previsto dalla convenzione – l'anticipo del 20% dei 18 milioni di euro pattuiti, vale a dire 3,6 milioni di euro.

L'IRA DEL SINDACO

Ieri dal sindaco è arrivato un duro attacco al governo per la decisione appena presa. «Lega e 5 Stelle – scrive Federico Pizzarotti sulla propria pagina Facebook – vogliono togliere ai parmigiani quasi 20 milioni di euro». E rivolgendosi ai parlamentari parmigiani, tutti esponenti della maggioranza che sostiene l'esecutivo, aggiunge: «Col #milleproroghe Cavandoli e soci vogliono riprendersi da Parma e dai parmigiani investimenti per la riqualificazione dell'ex Cral Bormioli, Villa Ghidini, l'Ospedale Vecchio, il Workout Pasubio, piazzale Pablo e rustici del Podere Cinghio. In pratica, dal rilancio delle periferie al niente con un semplice click in Parlamento. Faccio appello al buon senso, se ancora esiste: tornate indietro e fermate questo scempio di ignoranza. Parma vale molto di più di questa follia e voi dovreste essere al servizio del territorio e non dei partiti».

Amareggiato anche l'assessore ai Lavori pubblici Michele Alinovi: «Per Parma – ricorda – si tratta di perdere 18 milioni, che avrebbero rappresentato la possibilità di migliorare qualità e vivibilità di tanti luoghi della periferia della nostra città». E aggiunge: «Da questo provvedimento, lesivo del principio di correttezza istituzionale tra governo centrale ed enti locali, il Comune di Parma, così come altri 120 Comuni, si vede non solo sottratto un investimento fondamentale per realizzare gli interventi promessi ai cittadini, ma una esposizione a possibili danni erariali. Ci auguriamo che il passaggio alla Camera possa bloccare questa proposta intollerabile, contro la quale faremo fronte comune con le altre realtà territoriali nazionali».

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