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Terremoto

Mattioli, il pollivendolo della Ghiaia, in Indonesia: «Quando c'è stata la forte scossa è stato il panico»

10 agosto 2018, 07:03

Mattioli, il pollivendolo della Ghiaia, in Indonesia: «Quando c'è stata la forte scossa è stato il panico»

MARA VAROLI

«Stavamo pranzando in un ristorante quando è arrivata la scossa più forte: tutto ballava, i tavoli, i piatti. E quaranta persone che urlavano e cercavano di scappare da tutte le parti».

E' il pauroso racconto del parmigiano 36enne Luca Mattioli, in vacanza sull'isola di Bali, con la moglie Sara Liberini, e purtroppo testimoni dell'ennesimo terremoto che sta polverizzando l'Indonesia. Titolare della conosciuta «Polleria Otello» di piazza Ghiaia, Luca è partito domenica scorsa dall'Italia. E dopo uno scalo a Doha negli Emirati Arabi, è sbarcato sull'isola Indonesiana: «Quando c'è stata la prima forte scossa noi eravamo in volo e certo non potevamo tornare indietro», continua Luca al telefono. Una tragica scossa che come è risaputo era di magnitudo 7 e ha fatto 319 morti e 1.400 feriti. «I primi tre giorni ci siamo fermati al Sud, a Seminyak, poi ci siamo spostati al Nord, per visitare le foreste: qui a Ubud siamo lontani dal mare. Siamo sempre in contatto con l'Italia - precisa Luca -, grazie a Francesca Vitali dell'agenzia viaggi di borgo Palmia, che non ci abbandona un attimo scrivendoci più volte al giorno, chiedendoci come stiamo, spostamenti vari e che ci ha riprotetto su Nusa Dua per gli ultimi giorni di vacanza. Anche qua sull'isola sono molto attenti con i turisti e ci hanno dato le informazioni in caso di emergenze: incendi, tsunami e per l'appunto terremoti».

Dalla prima scossa della domenica a quella di ieri, di magnitudo 5,9, per gli indonesiani 6,2, nell’area di Lombok si sono contate oltre 350 scosse di assestamento, di cui 20 percepite dagli abitanti. Ma dove si trovavano ieri Luca e Sara quando la terra ha tremato di nuovo con una terribile scossa?

«Alla mattina siamo andati a fare un'escursione nelle risaie di Jatiluwih, che sono patrimonio dell'Unesco - risponde il titolare della rosticceria di Parma -. Un paesaggio molto verde che somiglia alla Toscana e al Piemonte e dove al posto dei vigneti ci sono le terrazze coltivate a riso. Finita l'escursione ci siamo fermati a pranzo in un ristorantino turistico, che guarda proprio le risaie di Bali. Il nostro tavolo si trovava al primo piano del ristorante e stavamo mangiando riso, carne e verdure, uno dei piatti tipici dell'Indonesia. All'improvviso abbiamo sentito la prima scossa, intorno alle 13,30, ma era per fortuna ancora leggera. Poi, dopo pochi secondi è arrivata la scossa di 6.2. E nel ristorante si è seminato il panico».

«Il tavolo ha cominciato ha ballare - ricorda Luca -, tutte le stoviglie si muovevano. Io per reazione mi sono spostato verso una colonna: ho cercato quella portante per essere più protetto. Mia moglie invece per istinto si è diretta sulle scale. E le ho urlato: "Ma dove vai? Dove vai?". Anche perché cercare di scappare fuori utilizzando le scale era la mossa più sbagliata e pericolosa. Ma insieme a lei, tutti i 40 ospiti del ristorante hanno cercato di uscire all'aperto. E tutta la gente che era in sala urlava dalla paura. Fortunatamente la scossa pur essendo forte è durata poco, una manciata di secondi. E appena è terminata abbiamo pagato il conto e siamo subito scappati fuori: abbiamo raggiunto la macchina dove c'era la guida ad aspettarci. E siamo partiti per rientrare».

La scossa di ieri in particolare ha colpito l'isola indonesiana di Lombok, che si trova a Est di Bali. Pesanti i danni agli edifici e molte strutture sono crollate, ma per fortuna sembra che non ci siano vittime.

«Gli alberghi e le strutture turistiche sono piuttosto sicure e costruite piuttosto bene - prosegue Luca Mattioli -, ma parecchi sono i centri con case dai tetti in lamiere e fatte in maniera semplice con mattoni e calcestruzzo, per cui con queste forti scosse di terremoto facilmente cadono a pezzi. Sulla strada del ritorno infatti abbiamo visto un lungo muro crollato, probabilmente a causa di questa ultima scossa. Per distrarci dallo spavento, abbiamo preferito fare un'altra escursione che tornare subito in albergo. Così siamo andati a vedere la famosa foresta delle scimmie».

Ma adesso, dopo questo nuovo terremoto, come potrà continuare la vacanza di Luca e Sara in Indonesia? «Siamo un po' preoccupati per l'allerta Tsunami, che potrebbe scattare in seguito a questi terremoti - confessa Mattioli -. In realtà, la prossima tappa del nostro viaggio doveva essere proprio Lombok, ma il trasferimento ci è stato annullato. Giustamente, direi, anche perché siamo in piena emergenza. Per cui andremo a Nusa Dua, che si trova sul mare e lì termineremo la nostra vacanza. Speriamo che non accada nulla: il rientro è previsto per il 17 agosto».

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