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Amarcord calcistico

Il Borgotaro che non c'è più

11 agosto 2018, 08:00

Il Borgotaro che non c'è più

GIORGIO CAMISA

BORGOTARO La cessata attività dell'S.S.D Borgotaro Calcio e l'immediata fusione di quel che resta della società con il Valgotra è una notizia che ha destato grande scalpore in tutta la Valtaro, specie, ovviamente, negli ambienti sportivi.

Rammarico per gli affiliati e i sostenitori ma soprattutto sconcerto tra la gente del quartiere di San Rocco dove sono in tanti gli affezionati tifosi dei bianco rossi.

Quella del Borgotaro è una bella storia sportiva iniziata nel 1975 ad Albareto, proseguita con l'iscrizione alla terza categoria a Baselica di Borgotaro dove nel campionato 1978-79 fu promossa in seconda categoria e da allora i bianco rossi si stabilirono definitivamente al centro sportivo Bruno Capitelli nel cuore del quartiere San Rocco al “Di là dell'acqua, poco distanti dai cugini della Valtarese con i quali non si può nascondere ci sia stata da sempre una certa rivalità.

I pilastri di questi 42 anni di attività sono tanti ma le colonne portanti di questa pagina di storia del Borgotaro calcio sono senza dubbio il presidente Pierluigi Brindani e il preparatore atletico Luigi Gasparini “Gigino” per tutti e poi Osvaldo Vignali, Giacomo Ghirardi, Beppe Rinaldi, Rosaria Brugnoli, Annamaria Delmaestro, Maurizio Cresci, Franco Caraboni e tutti gli altri che hanno collaborato a mantener vivo lo spirito di gruppo di questa gloriosa compagine della Val Taro da dove sono nati e cresciuti tranti campioni, uno per tutti Marcello Gazzola.

«Sono stati anni di impegno, fatti di duro lavoro, delusioni, sconfitte ma tante anche le soddisfazioni, credo che questo gratifichi molto sia la società che ho presieduto che tutti quanti abbiano avuto modo di giocare, allenare e sostenere il Borgotaro Calcio» ha spiegato Pier Luigi Brindani uno dei fondatori, poi giocatore, allenatore e per ultimo presidente della squadra che si è unita al Valgotra da pochi giorni e disputerà il campionato di seconda categoria.

Sull'unione col Valgotra Gigino Gasparini, cofondatore, giocatore fino all'88 e poi allenatore sia della prima squadra che delle giovanili spiega che «è stata una scelta inevitabile: credo fosse l'unica via per continuare a vivere, una soluzione giusta fatta al momento giusto, dunque più che positiva. Quando un gruppo si sgretola è bene porre subito rimedio. Ricominceremo con il Valgotra, una squadra a noi molto vicina e con gli stessi obbiettivi: quelli di divertirsi e stare insieme nel segno dello sport e dell'amicizia» ha concluso Gigino Gasparini.

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