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Damiano Verri torna in A1

12 agosto 2018, 07:00

Damiano Verri torna in A1

Andrea Del Bue

Come il più classico dei vini buoni: Damiano Verri invecchia e migliora. Il giocatore parmigiano, a 33 anni, non smette di inanellare successi. Soprattutto nel 3x3, da anni la sua specialità: con il Team Cobram (insieme a Claudio Negri, Andrea Negri e Carlo Fumagalli) ha vinto lo scudetto, dopo quello del 2016.

E da qualche giorno è arrivata la notizia di un suo clamoroso ritorno in serie A1 (l'anno scorso era in C Gold a Gazzada), in quella Pallacanestro Varese che l'ha svezzato nel grande basket tra il 2004 e 2006, dopo le giovanili a Parma, tra Magik Basket e Fulgor Fidenza. Un altro scudetto 3x3, questa volta condito da record.

«La soddisfazione è enorme, perché abbiamo fatto qualcosa di storico: vincere lo scudetto da imbattuti. Abbiamo partecipato a sei tornei dello Streetball Italian Tour, per un totale, finali comprese, di 45 partite, vincendole tutte. Tra noi c'è grande chimica e ora grande orgoglio perché sappiamo che in questo momento, in questo sport, siamo i più forti.

Argomento delicato: Nazionale. Perché vincete tutto e siete fuori dopo anni in pianta stabile?

«L'allenatore (Andrea Capobianco, ndr) ha fatto altre scelte, decidendo di prendere giocatori di A1: giocatori fortisssimi, più di noi. Il 3x3 è un'altra cosa. Certo è che l'Italia ha fatto zero vittorie in tutta l'estate: mai successo. E sono rimasti fuori dagli Europei. Noi abbiamo il dente avvelenato, questo sì, ma la verità è che fa male vedere la squadra azzurra perdere tanto».

Ci spera ancora in un ritorno in azzurro?

«Certo. Io e i miei compagni di squadra crediamo che questa estate dei record possa essere una chance per rientrare. Ci saranno Europei, Mondiali e Giochi olimpici europei, a cui avevo già partecipato. Poi le Olimpiadi a Tokyo, nel 2020: un atleta non può chiedere di più, quindi è giusto crederci».

Com'è nata la possibilità di tornare a Varese, nella massima serie?

«Coach Caja voleva una panchina lunga, con giocatori senior di una certa esperienza per alzare il livello degli allenamenti. Mi viene la pelle d'oca: da giovane ero lì, con tante panchine in serie A. So che il mio compito sarà soprattutto quello di sostenere la squadra durante gli allenamenti per fare in modo che possano lavorare al meglio, ma se riuscirò a ritagliarmi qualche minuto di gioco sarò molto felice. Non ho ancora verificato, ma dovrei essere il più vecchio della squadra: una sensazione strana».

Che obiettivi si pone per la prossima stagione?

«A Varese vogliono i play-off, magari anche la semifinale, e fare bene in Europa. Con il 3x3 vorremmo entrare nella Top Ten mondiale (il Team Cobram è già nella Top 20) delle squadre professionistiche. Faremo il World Tour di Losanna, poi vorremmo giocare altri tornei internazionali; il problema è che l'ospitalità è garantita, ma i viaggi, anche in Cina, in Brasile e in Australia, costano. Cerchiamo qualche sponsor, speriamo in una mano della Federazione. A livello individuale, vorrei salire nel ranking mondiale: sono giù nella Top 100, ma posso migliorare. Se poi arriva la maglia azzurra, tanto meglio».

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