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VACANZE

Magici angoli di fiume tra Valtaro e Valceno

12 agosto 2018, 07:00

Magici angoli di fiume tra Valtaro e Valceno

MONICA ROSSI

«Un’estate al mare, voglia di remare...» cantava Giuni Russo nell’82. Gli specchi d’acqua che vedete qui però non sono il mare e remare non si può.

In teoria, stando al divieto di balneazione in vigore da una ventina d’anni in quasi tutti i corsi d’acqua dell’Emilia Romagna, non si potrebbe nuotare.

Questione di salute delle acque e di sicurezza, poiché in alcuni punti dei nostri fiumi le correnti da tranquille possono divenire imprevedibili.

Spetta però a ciascun Comune, secondo lo stato di salute e sicurezza delle acque dei loro territori, emettere o meno l’ordinanza e dotare le spiagge di cartelli visibili.

Nei tanti lidi fluviali della Valtaro e Valceno, i cartelli non ci sono (li abbiamo visitati a uno a uno e non ne abbiamo trovati) o perché le ordinanze non sono state emesse o perché sono luoghi deputati alla balneazione. Come il Groppo di Tornolo, ad esempio, il più gettonato, complice la grande spiaggia, il bar, l’ampio prato e il campo da beach volley.

Non tutti però amano la folla. C’è chi cerca la pace, chi ai tormentoni dell’estate preferisce lo scorrere dell’acqua e il fruscio delle foglie.

Per loro, esistono angoli poco battuti con laghi, cascatelle e insenature che gareggiano in bellezza con il migliore dei mari. Sono «indirizzi» per intenditori dei fiumi.

Non li conoscete? Ve ne parliamo qui e non ce ne vogliano gli amanti della solitudine, custodi gelosi di alcuni tra i tratti più pittoreschi della vallata.

IL TARO DELLE PIANE
DI CARNIGLIA E BEDONIA

Mai sentito parlare del «Lago delle Donne»? Ci si arriva percorrendo via Pometo (collega le Piane di Carniglia alla Provinciale 24 che porta a Tornolo) ed è un piccolo paradiso dove alcuni vanno da anni, al punto da essere definito «il posto di questa o quella compagnia». C’è chi, come Vincenzo di Bedonia, dice sia un «semplice correntone senza lago: c’è di meglio. Questione di gusti», e chi invece, come Paola, anche lei di Bedonia, che «è un tratto di Taro bellissimo, appartato e molto rilassante. Chi viene qui sente solo lo scorrere dell’acqua».

E sulla Provinciale 359R? Tra Ponte Strambo e le Piane di Carniglia, le insenature sono tante. Le più belle? C’è la spiaggetta di Foppiano e ci sono i laghetti de «La Vecchia» e «La Scuola». Per arrivarci, però, serve un po’ di ingegno e un pizzico di spirito d’avventura perché non troverete cartelli o indicazioni: la spia che qui si fa il bagno sono le macchine parcheggiate a bordo strada.

Zero fatica invece per chi si accontenta dello scorrere lento del Taro in quel di Bedonia: è il tratto sotto le «Casette in Canada», meta di chi non ama la folla. «Veniamo qui dal 1972: mio figlio ci è praticamente cresciuto - racconta Silvano, che in questi giorni si gode il fresco dell’Appennino con i nipoti, il figlio Massimiliano e la nuora Roberta -. Ho un solo rammarico rispetto al passato: da giovane, questo tratto era celebre per le trote. Ci portavo un sacco di amici da Milano a pescare. Ora è cambiato tutto». Ma questa è un’altra storia.

CASCATELLE NEL SILENZIO: GOTRA, TARODINE E VONA

A Borgotaro, da sempre «fiume» uguale a «Diga». La scorsa estate, i bagnanti della storica spianata si sono trovati la strada sbarrata: i lavori per il metanodotto hanno insomma precluso il passaggio e per motivi di sicurezza lo specchio sottostante il cantiere sarebbe ancora off limits.

C’è chi però si è aperto un varco alternativo e chi invece è andato verso altri lidi. Perché il territorio intorno a Borgotaro non è privo di spiagge, laghetti e cascatelle.

Sulla strada per Valdena, ad esempio, lungo la Provinciale 20 in direzione del Passo del Brattello, si celano le meraviglie del Tarodine. Dove, chi ha voglia di scarpinare, di tratto in tratto, di lago in lago, può spingersi verso le sorgenti di questo affluente del Taro. «Un sogno in diretta. In alcuni tratti sembra l’Amazzonia» afferma Gianmarco di Borgotaro, che puntualmente posta le bellezze della sua vallata sul suo profilo Facebook. «Sperando di far cosa gradita a chi patisce il caldo in città», ama postare.

Bellissime anche le sorgenti del Vona, raggiungibili percorrendo la strada che porta a San Pietro e Caffaraccia. «Non ci sono sbalzi enormi, si affrontano senza fatica come risalendo una gradinata» racconta chi le frequenta.

Cambiando comune, meritano anche le acque del torrente Gotra in quel di Montegroppo di Albareto. «C’è un sentiero nei pressi di un ponticello. Prendete come punto di riferimento la chiesa, che si vede in alto. Indossando scarpe adeguate, si può risalire il torrente: si scoprono così molti laghi dalle acque limpide».

LAGHI E SPIAGGE
DEL CENO: TRA MASANTI
E PONTE LECCA

Il Ceno vanta un lagone di acque verdi e blu, profondissimo, con alle spalle una gran cascata che in questa stagione ha una portata quasi dolce; tutt’intorno, una corona di faggi, noccioli e querce.

Meta di generazioni di masantini e non solo, è il Profondo di Masanti di Sotto, che conquista per l’assoluta tranquillità. Arrivarci però è ormai un’impresa da enduristi: i prati un tempo curati e falciati sono oggi dominio assoluto di una vegetazione incontrollata (regno però di bellissime farfalle) e il sentiero un tempo battuto sta decisamente alzando bandiera bianca.

Più agevole invece la spianata che si incontra percorrendo la Provinciale verso Bardi: è il tratto di fiume intorno al Ponte della Lecca, frequentato d’estate dai tanti villeggianti che riaprono le case di famiglia. Vengono dall'Italia e dall'estero, dalle Marche, dalla Lombardia, dalla Francia, dall’Olanda e dalle vicine Parma e Piacenza.

C’è un solo neo: i recenti lavori di messa in sicurezza degli argini del fiume Lecca hanno cambiato il corso e praticamente cancellato il lago che permetteva a grandi e piccoli di cimentarsi con i tuffi.

«Ma nulla è perduto - afferma Guido Prodi di Milano - perché il bagno riesci ancora a farlo, l’acqua è freschissima e qui vicino c’è il bar per un gelato o una birra ghiacciata».

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