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Carabinieri

Maxi-retata in Giardino: arrestato un ricercato

14 agosto 2018, 07:03

Maxi-retata in Giardino: arrestato un ricercato

MICHELE CEPARANO

Dal palazzo ducale, sede del comando provinciale dei carabinieri, cominciano a uscire moto e auto. Sono passate da pochissimo le 17 e scatta così il blitz in Giardino. Controlli a tappeto ieri pomeriggio da parte dei militari al parco Ducale e in altre zone della città. Dopo l'allarme sulla situazione del Giardino, è partita una maxi-retata, nel corso della quale i militari hanno anche arrestato un ricercato nigeriano. L'uomo, 28 anni, la notte del 20 maggio in stazione aveva rapinato un ghanese.

GIARDINO AL SETACCIO

I militari, dopo aver chiuso tutti i cancelli, setacciano in lungo e in largo il polmone verde a caccia di sostanze stupefacenti e per controllare e identificare i numerosissimi extracomunitari presenti in quello che può essere definito un maxi-bivacco. Qualcuno, evidentemente con qualcosa da nascondere, appena all'orizzonte appaiono le divise prova a darsela a gambe. Troppo tardi, però, perché, come detto, tutti i cancelli sono chiusi e presidiati. Inoltre, in giro per il parco, ci sono anche alcuni carabinieri in borghese. Farla franca è un'impresa ardua.

IL CANE GEKO E' LA «STAR»

Così come è impossibile sfuggire al cane Geko, vera e proprio «star» del blitz in Giardino. Non è la prima volta che il pastore tedesco dell'Unità cinofila di Bologna è in missione nei parchi di Parma. E il suo fiuto non tradisce mai. Come quando «sente» la marijuana. Ad averla addosso un gruppo di giovani, tutti in circolo in uno dei prati lungo il viale che porta al laghetto. Alla vista del cane e dei militari cercano di disfarsene, ma inutilmente. Non c'è siepe, zolla di terra, panchina che Geko non passi ai raggi X.

«PARTY» RUMOROSO

I carabinieri controllano anche un altro gruppetto che, armato di un grosso registratore, improvvisa una sorta di rave party davanti al palazzetto Eucherio Sanvitale. Un assembramento di varie nazionalità, nordafricani ma anche gente dell'Est, ragazzi e qualche ragazza, che non dà certo lustro a una costruzione cinquecentesca che ha visto decisamente giorni migliori. I partecipanti all'assordante happening vengono identificati. Qualcuno ha precedenti, come un marocchino che ammette candidamente di aver sbarcato il lunario come ladro e di «farsi le canne». In giro per il parco c'è anche chi, per sfuggire ai controlli, cerca le scuse più fantasiose. «Devo andare a lavorare» prova uno, anche se sono da un po' passate le 17. Un altro sostiene che la moglie lo aspetta a casa, ma fino a pochi secondi prima, la birra in mano, non sembrava così desideroso di tornare alla quiete familiare. Uno è inginocchiato e chiede di poter finire di pregare. I carabinieri acconsentono, ma poi anche lui dovrà mostrare i documenti. Il blitz degli uomini dell'Arma continua anche in altre zone calde della città, come quella di San Leonardo e della stazione ferroviaria.

I NUMERI DELL'OPERAZIONE

Significativi i numeri dell'operazione in cui sono stati impiegati sessanta uomini, del comando provinciale di Parma, del quinto reggimento Emilia-Romagna e delle Unità cinofili di Bologna. Oltre all'arresto del nigeriano, identificate 150 persone, di cui quattro, tra cui un italiano, denunciate perché trovate in possesso di droga ai fini di spaccio e un altro nigeriano per non aver ottemperato all'ordine del questore di lasciare il Paese. Sequestrati, inoltre, venti grammi di cocaina, venti di eroina, duecento di marijuana e 35 di hashish. Infine, segnalate alla Prefettura come assuntori di stupefacenti undici persone. Soddisfatto del blitz il comandante provinciale Salvatore Altavilla, anche lui insieme ai suoi uomini al parco Ducale. Un'operazione che è stata salutata con soddisfazione da tanti passanti. «Mi fa molto piacere - commenta il comandante provinciale dei carabinieri - che i cittadini abbiano apprezzato il nostro impegno. Il parco Ducale, così come altri luoghi, fanno parte dell'identità di Parma. Controllarli per assicurare tranquillità e serenità ai parmigiani che in questi giorni vicini al Ferragosto sono rimasti in città, è un dovere sacrosanto e rientra nei compiti istituzionali che l'Arma svolge. I carabinieri stanno tra la gente e con la gente».

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