Sei in Archivio bozze

CLUB DEI 27

Addio a Umberto Tamburini

15 agosto 2018, 07:01

Addio a Umberto Tamburini

Gian Luca Zurlini

E' uscito di scena in sordina, come si conveniva alla sua personalità. Ma la morte di Umberto Tamburini scomparso a 87 anni, non può essere passata sotto silenzio dalla «sua» Parma.

Perché senza di lui la nostra città perde uno dei personaggi più poliedrici e interessanti nell'ambito della sua cultura popolare. Basterebbe elencare gli incarichi che ha ricoperto nel corso della sua vita: presidente del circolo Rapid (dove ha conosciuto Marisa, la moglie che è stata al suo fianco per 65 anni) all'epoca uno dei più popolari della città, per 10 anni, dal 1964 al 19/4 e presidente per quasi 26 anni del celeberrimo «Club dei 27», che «Rigoletto» (questa l'opera di cui portava il nome) sotto la sua guida ha portato a livelli di notorietà nazionale e internazionale. Fra le sue «invenzioni» ci sono il «cavalierato di Verdi» riservato a personalità del mondo della musica e «Imparo l'opera», l'iniziativa volta a portare la conoscenza delle opere del Maestro bussetano nelle scuole di Parma e provincia.

Ma la sua parmigianità «a tutto campo» è certificata dalla sua produzione di opere dialettali: al suo attivo tre raccolte di poesie, numerose commedie dialettali ancora oggi rappresentate tra cui la famosa «Doni, dotor e sartor», bozzetti comici, racconti popolari, testi per canzoni e tanto altro. Il tutto in un dialetto mai greve, ma ricercato, figlio del fatto che in famiglia i genitori gli imponevano di parlare l'italiano. Grande appassionato di lirica («ma non sono un melomane», ci teneva a dire), Tamburini ha ricevuto nel 2001 l'attestato di benemerenza civica di Sant'Ilario e ha ottenuto anche onorificenze dallo Stato per la sua attività lavorativa. Per oltre 40 anni ha infatti lavorato alla Fams, ditta di decorazioni sacre ancora oggi attiva, partendo da garzone e arrivando a diventarne il titolare. Una grande attività, smorzata negli ultimi anni solo dagli acciacchi dell'età che lo affliggevano, svolta in punta di piedi e con grande signorilità L'amico di sempre Alberto Michelotti si commuove al suo ricordo: «Eravamo compagni di scuola con lui, l'orefice Silvio Fontana e Gino Guardiani e siamo rimasti amici fraterni per tutta la vita. Pensare che non c'è più mi riempie di tristezza, perché io e tutta la città abbiamo perso una di quelle persone vere, i “pramzan d'na volta” che oggi è sempre più difficile trovare. Umberto era un grande e sapeva rendere semplici anche le cose difficili. Mi mancherà molto». Enzo Petrolini, attuale presidente del «Club dei 27» ricorda l'accoglienza al momento del suo ingresso: «Non era più presidente, ma conosceva bene i miei genitori e la mia famiglia e mi dimostrò tutta la sua contentezza. Per il nostro club è stata una figura fondamentale». I funerali di Umberto Tamburini, che lascia la moglie Marisa, la figlia Patrizia con Roberto e l'adorato nipote Luca, si terranno venerdì alle 11 nella chiesa di via Isola, dove domani alle 20,30 sarà recitato il Rosario.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal