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L'arresto

Blitz dei carabinieri al distributore: così Zoni è finito in manette

15 agosto 2018, 07:02

Blitz dei carabinieri al distributore: così Zoni è finito in manette

Stava andando incontro all'autista come fa sempre con i clienti per chiedergli: «Quanto, prego?». Ma questa volta non ha avuto neppure il tempo di parlare, quasi nemmeno di dirgli buongiorno.

A Oreste Siller, benzinaio dell'area di servizio di Cornedo, vicinissimo a Bolzano, a ridosso del casello Nord dell'autostrada, dove forse Paolo Zoni puntava a entrare, sarà sembrato di essere catapultato, ma senza paracadute, dentro un film poliziesco.

Invece tutto quello che è accaduto è realtà. E' lui infatti che ha visto in diretta l'arresto di Zoni da parte dei carabinieri di Bolzano.

Sono passate da poco le 11 quando il sessantenne parmigiano, indiziato dell'omicidio della moglie Rita Pissarotti, si ferma al distributore al volante di una station wagon blu. Il benzinaio si avvicina, un gesto normale in una mattina normale. Poi tutto cambia.

Il cliente non fa neppure in tempo a dire una frase tipo «Mi faccia il pieno», che nell'area di servizio piombano due auto dei carabinieri, una di fronte e l'altra dietro a quella di Zoni, in modo che per lui sia praticamente impossibile provare a fuggire.

I militari - è il racconto fatto dal benzinaio ai media altoatesini - scendono in un lampo, con le pistole in pugno.

Invitano il benzinaio a spostarsi e poi fanno uscire Zoni dall'automobile, lo perquisiscono, lo ammanettano e lo portano via.

Siller, come si dice in gergo, rimane lì, praticamente impietrito, mentre un elicottero dell'Arma sorvola le teste di protagonisti e spettatori. Successivamente arrivano altri carabinieri e gli uomini della Scientifica che perquisiscono l'auto di Zoni che viene poi caricata su un carro attrezzi e portata via. M.Cep.