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Genova

Originario del Monchiese travolto dal crollo del ponte

17 agosto 2018, 08:02

Originario del Monchiese travolto dal crollo del ponte

ENRICO GOTTI

MONCHIO DELLE CORTI - Fra le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova c'è Mirko Vicini, la cui famiglia era originaria di Trefiumi, nel Comune di Monchio delle Corti, sia dalla parte del padre Graziano che di quella della madre Paola. Entrambi i genitori si erano trasferiti per lavoro a Genova, dove Mirko era nato e abitava, dove si era diplomato all'istituto Calvino, e dove lavorava (tra l'altro da poco) all'Amiu, l'azienda municipalizzata dell'ambiente.

In estate era cresciuto, da bambino, con i genitori e la sorella minore Serena, sui suoi monti, e aveva continuato a tornare anno dopo, fino a diventare grande. Oltre che profondo, il legame con le sue radici era rinnovato più volte all'anno. A Monchio aveva tanti amici: oltre ai parenti, ci sono tante persone che lo conoscono e ora sono ammutolite per la tragedia che gli è costata la vita.

Mirko aveva 30 anni: era nato l'11 maggio del 1988. Era stato assunto da poche settimane all'Aimu, e nella mattinata di martedì 14 agosto stava lavorando nell'isola ecologica di Campi, ed è stato travolto, insieme con il collega Bruno Casagrande, di 35 anni, da un pilone del ponte crollato. In un primo momento si era sperato che Mirko fosse a lavorare in un altro luogo, o che fosse in qualche modo scampato, ma le speranze sono scomparse dopo poche ore. Il suo corpo non è ancora stato estratto dalle macerie, anche se le strumentazioni dei soccorritori lo hanno individuato.

Il telefono cellulare di Mirko squillava a vuoto, così come quello del suo collega. I famigliari sapevano che lavorava nell'isola ecologica sotto il viadotto. Mirko e Bruno stavano svolgendo il proprio lavoro, non hanno avuto nemmeno il tempo di accorgersi di quello che stava succedendo, finendo seppelliti dalle macerie. Sotto il ponte c'erano tutti i mezzi dell'Amiu parcheggiati, e 45 metri più in alto la strada, il traffico di auto, il cemento e i piloni che si sono sgretolati in un lampo. I rappresentanti sindacali Usb dell'Amiu hanno denunciato che erano già caduti in passato pezzi di ferro e calcinacci dal viadotto, tanto che l'azienda aveva deciso di proteggersi con reti metalliche e aveva scritto ad Autostrade avvertendo del pericolo. La direttrice dell'azienda municipalizzata Amiu Tiziana Merlino ha espresso cordoglio a nome di tutta la società: «I danni sono inestimabili ma nulla paragonati al dolore per le vite perse».

Sabato a Genova ci saranno i funerali di Stato delle vittime del crollo del ponte. Il giorno della catastrofe, a Trefiumi, c'erano alcuni di parenti di Mirko. Saputo della tragedia, lo zio di Mirko, Stefano è partito per Genova, per stare accanto ai genitori.

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