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INCHIESTA

I «nostri» ponti sul Po: vecchi e ammalati

18 agosto 2018, 07:01

I «nostri» ponti sul Po: vecchi e ammalati

MICHELE DEROMA

Qual è lo stato di sicurezza dei ponti del Paese? Sono tanti i cittadini che si stanno ponendo questo inquietante interrogativo, dopo lo spaventoso crollo del viadotto Morandi a Genova. Il quotidiano torinese La Stampa, in un’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi, si è così chiesto quanti sono i ponti italiani attualmente a rischio: Parma è purtroppo seriamente coinvolta in questa mappatura, dal momento che due dei diciotto viadotti presenti nella classifica si trovano tra i confini della provincia ducale.

Si tratta del ponte Verdi, che unisce Ragazzola a San Daniele Po, e del ponte che collega Colorno a Casalmaggiore: non sarebbero più rassicuranti neppure le condizioni del viadotto tra Viadana e Boretto, distante soltanto una decina di chilometri dal confine tra le province di Parma e Reggio Emilia.

La situazione più critica è quella relativa al ponte tra Colorno e Casalmaggiore, chiuso dallo scorso 7 settembre dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici delle province di Parma e Cremona, durante il quale si erano evidenziate gravi lesioni alla campata numero 15. A far scattare l’allarme su alcune crepe erano stati, una decina di giorni prima, due agricoltori della zona: erano così scattate le prime verifiche, da parte dell’ufficio tecnico del comune di Colorno, ed erano successivamente state coinvolte le due province di competenza.

Il progetto dei lavori di risanamento conservativo a cui verrà sottoposto il viadotto è stato approvato il 10 luglio, mentre il bando di affidamento dei lavori è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due settimane più tardi: l’intervento garantirà una decina d’anni di vita per il ponte ristrutturato, che dovrebbe essere tenuto a battesimo a settembre 2019.

Dovrebbe invece avvenire entro giugno del prossimo anno la riapertura a doppio senso – e con portata massima di 44 tonnellate – per il ponte Verdi, tra i comuni di Roccabianca e San Daniele Po. Anche in questo caso, problemi ad una campata del viadotto avevano causato, nel 2016, l’apertura del viadotto a doppio senso alternato: il 3 maggio 2017 era stata decisa la chiusura totale del ponte, riaperto dopo due mesi con un doppio senso alternato tuttora in vigore.

Due mesi fa, la Conferenza dei servizi ha dato il via libera per il progetto definitivo ed esecutivo dell’opera di messa in sicurezza del ponte. Ai lavori sulle infrastrutture di Colorno e Ragazzola sono stati rispettivamente destinati nei mesi scorsi sei milioni di euro, nell’ambito di un più ampio decreto del governo che ha stanziato complessivamente 35 milioni per i ponti sul Po.

Sono stati invece effettuati a settembre 2017 lavori di ristrutturazione del viadotto tra Viadana e Boretto, la cui tenuta è giornalmente messa a dura prova dalle migliaia di veicoli che ogni giorno circolano sul ponte.

Che la situazione sia delicata, lo dimostra l’iniziativa attuata ieri dal Codacons, che ha chiesto il blocco dei mezzi pesanti per 30 giorni su molti ponti in Italia, compresi quelli di Ragazzola e Boretto – quello di Colorno è già chiuso al traffico – per «sottoporli alle necessarie verifiche e indagini per accertarne il livello di sicurezza».

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