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Palazzo Ducale

Scoperto un ciclo di affreschi

21 agosto 2018, 07:00

Scoperto un ciclo di affreschi

STEFANIA PROVINCIALI

Un ciclo di affreschi è affiorato nei vani del sottotetto del Palazzo Ducale in giardino. «Una scoperta che va ad aggiungere nuovi significati alle due salette affrescate da Bertoja e Mirola, ubicate al di sopra del piano nobile del palazzo, nell'ala sud -ovest». A parlare è Maria Cristina Chiusa, ispettore onorario Mibact, che, ipotizzandone da sempre la presenza sulla base degli studi e delle testimonianze documentarie, ne ha incoraggiato con tenacia costante nel tempo lo scoprimento.

«L' affresco - prosegue- è stato ritrovato nel sottotetto di una terza saletta di cui si conosceva l'esistenza e raffigura un tempio con figure e decorazioni come si evince dai vari frammenti. La sensazionale scoperta che consente di arricchire il catalogo dei due artisti è stata resa possibile dall'indagine fotometrica svolta nei giorni scorsi da Stefano Botti (ditta Abacus s.a.s e Studio Arco s.r.l.) dietro incarico dell'Amministrazione comunale di Parma.

L'operazione, nell'intento di valorizzare gli affreschi, offrendone a tutti la visibilità, ha in realtà consentito risultati insperati nel far emergere il nuovo ciclo riferibile ai due maestri» come conferma Chiusa che negli atti del «Convegno dedicato a Affreschi nascosti a Parma - Bertoja e Mirola al palazzo del Giardino», tenutosi nel 2013 e di recente pubblicati, scrive: «Delle due salette rettangolari, quella a sud, dedicata a Perseo, è meglio conservata, nonostante lo stato precario, aggravato da recenti cadute di colore; mentre l'altra, del Paesaggio, a nord, versa in pessime condizioni. I frammenti pittorici, labili ma percettibili, e le ragioni storico-documentarie segnalano la presenza al secondo piano di un ulteriore vano affrescato, e dunque il terzo della serie, confinante con la facciata ed oggi inaccessibile… Data la precarietà dello stato degli affreschi la cautela e d'obbligo, nel tentare una corretta lettura…».

Grazie alla sensibilità dell'assessore alla Cultura, Michele Guerra, e della soprintendente di Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza, Giovanna Paolozzi Strozzi, che hanno reso possibile l'operazione, in previsione anche di importanti iniziative dedicate ai due pittori, previste per il 2019, la studiosa ha potuto contare su di una vera e propria squadra di lavoro. Un pool che ha potuto operare grazie alla fattiva determinazione di Chiara Burgio, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza, ai referenti dell'ufficio cultura del Comune di Parma, Dario Naddeo e Marco Pegazzano, all'importante contributo del Comando Provinciale dei Carabinieri, in particolare del Comandante Salvatore Altavilla e di Giovanni Cossu, generale del Comando provinciale dei Carabinieri di Parma e con il sostegno del Rotary club Parma Est e del suo past president Roberto Massini, che nell'annata 2017-2018 aveva avviato il progetto di un «virtual tour» per poter far conoscere agli studiosi e al grande pubblico l'esistenza delle due salette nascoste ed i dipinti cinquecenteschi.

RADICI LONTANE

Ma la vicenda tutta affonda le radici in tempi lontani. Il rinnovamento del Palazzo Ducale del giardino commissionato al Petitot nel 1767 dal Duca Ferdinando di Borbone aveva portato alla realizzazione, in quell'ala, di interventi di controsoffittatura che avevano «nascosto» le volte dipinte. Dopo oltre due secoli di silenzio è al colonnello dei Carabinieri, Renzo Fedocci, appassionato di arte e storia (scrisse due libri sul Palazzo del Giardino) che si deve negli anni Settanta del Novecento la scoperta degli affreschi nascosti e la realizzazione dello stretto passaggio d'accesso che ancor oggi permette di avere a portata di mano quella storia «segreta» e di accedere, seppur con difficoltà, alle piccole stanze ubicate al di sopra del piano nobile del palazzo.

IMMERSIVE VIRTUAL TOUR

Intanto proseguono i lavori inerenti i rilievi fotografici «già assemblati e sottoposti ad una prima verifica tecnica» spiega Massini che aggiunge «entro il mese di settembre la versione finale potrà essere consegnata al Comune di Parma da parte del Rotary Club Parma Est. Il progetto è volto a sensibilizzare la città sul progressivo degrado al quale sono risultati soggetti questi affreschi e sulla necessità di proteggerli con una apposita velinatura.

Gli speciali rilievi fotografici tridimensionali oltre a costituire materiale documentale per gli studiosi prima della velinatura protettiva, sono assemblati in maniera tale da permettere di effettuare un “immersive virtual tour” dei due ambienti affrescati. Questo materiale sarà donato al Comune di Parma per rendere fruibile la visita virtuale alla cittadinanza ed ai turisti, anche nell'ambito degli eventi di Parma Capitale della Cultura 2020».

«L'investimento del Rotary per dare visibilità agli affreschi ha un significato importante e ben si inserisce nell'open call di Parma 2020 “cultura di tutti, cultura per tutti” - dice l'assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra- offrendo la possibilità ad un più ampio pubblico di vedere qualcosa che prima non era visibile grazie alle nuove tecnologie. Stiamo inoltre lavorando ad una maggior fruibilità del palazzo ducale in accordo con il comandante Altavilla».

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