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Infrastrutture

Ponte sul Po, la chiusura costa 52 milioni a imprese e pendolari

22 agosto 2018, 07:00

Ponte sul Po, la chiusura costa 52 milioni a imprese e pendolari

CRISTIAN CALESTANI

COLORNO Il ponte sul Po di Colorno e Casalmaggiore chiuso al traffico costa 52 milioni di euro all’anno di maggiori spese per garantire i collegamenti su un asse viario strategico del Nord Italia dove si intersecano gli interessi commerciali di un’ampia fetta di territorio tra Emilia e Lombardia.

A dirlo è uno studio del giugno del 2013 di Eupolis Lombardia - istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione – condotto per conto della Regione Lombardia e ritornato di attualità nei giorni scorsi a seguito di un approfondimento di OglioPoNews.

Un tema, quello dei costi a carico della collettività, trattato anche ieri mattina in diretta nazionale su Rai Tre nel corso della trasmissione Agorà Estate, condotta da Monica Giandotti, che si è soffermata sulle criticità viabilistiche italiane dopo i fatti di Genova.

«La nostra economia è al collasso – ha tuonato in collegamento dalla golena del Po, proprio sotto la trave danneggiata da cui tutto ebbe inizio, il vicepresidente del Comitato TrenoPonteTangenziale Fausto Salvini -. Serve in tempi brevi la sistemazione del ponte attuale, al quale i lavori potranno dare al massimo altri dieci anni di vita, ma soprattutto la progettazione del nuovo ponte. Di questo ha bisogno il nostro territorio, ma più in generale una fetta importante dell’economia italiana. Attendiamo risposte dal ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli».

Durante la diretta Rai – sul posto è stato inviato il giornalista Domenico Marocchi – sono intervenuti anche altri esponenti del Comitato quali Alessandro Rosa, Stefano Prandini e Federica Tortella. Presente anche Giancarlo Sarzi Sartori, l’agricoltore colornese che, insieme al figlio Alberto, lanciò il primo allarme un anno fa vedendo una crepa sospetta su una delle travi del ponte.

«Comunicammo quella situazione anomala ai carabinieri di Colorno. Poi si attivarono il Comune e la Provincia – ha ricordato Sarzi Sartori poco prima della diretta -. Cosa sarebbe successo se non ce ne fossimo accorti? Il timore è che anche qui sarebbe potuta accadere una tragedia, come a Genova».

Ora l’attenzione è tutta sul progetto di sistemazione dell’attuale ponte. Tra pochi giorni, alle 12 del 30 agosto, si chiuderà il bando per l’affidamento dei lavori di sistemazione del ponte – importo a base di gara di 3.478.000 euro - con apertura delle buste in programma alle 9.30 del 3 di settembre.

Poi ci vorranno 210 giorni di lavori, per cui l’apertura non avverrà prima del settembre del 2019.

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