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FRESCO EX CROCIATO

Scavone: «Grazie Parma»

22 agosto 2018, 07:00

Scavone: «Grazie Parma»

PAOLO GROSSI

«Ho ricevuto tante e tali manifestazioni d'affetto e riconoscenza dopo l'annuncio del mio passaggio al Lecce che i parmigiani mi hanno davvero commosso. Ringrazio tutti di cuore». Manuel Scavone parla al telefono dal Salento, dove da qualche giorno vive una nuova avventura calcistica in un club ambizioso che si è riaffacciato alla B e vuole esserne protagonista.

Due anni fa aveva fatto una scelta analoga, passando dalla Pro Vercelli che era in B al Parma neopromosso in Lega Pro.

«Allora credevo fortemente nel progetto che mi era stato illustrato e speravo e sognavo che si sviluppasse proprio come poi ha fatto. Magari con il passare del tempo potrà sembrare un risultato come molti altri, ma vissuta da dentro la cavalcata di questi anni resta incredibile e indimenticabile. Sono molto orgoglioso della scelta che avevo fatto allora, e che attorno a me non tutti condividevano, e soprattutto del contributo che ho potuto dare agli ultimi due campionati vinti».

Un'escalation con momenti belli e altri brutti che ti avranno fatto crescere anche se eri arrivato già maturo...

«Assolutamente sì, tantissimo. Venivo da alcune stagioni secondo me molto buone a Vercelli, ma là le cose erano diverse: altra piazza, altre pressioni. A Parma si doveva vincere, e il peso della cosa si avvertiva. Gli avversari ti aspettano per fare la gara della vita... Così tutti noi abbiamo imparato a gestire le situazioni di campo e le pressioni al di fuori. Un'esperienza preziosa oltre straordinariamente gratificante».

Parma città come l'hai vissuta?

«Benissimo. Non sono il primo a dirlo, ma è un luogo ideale per giocare a calcio. Il pubblico è esigente, certo, ma fuori dal campo ti lascia vivere benissimo, e così crea le situazioni perché la squadra possa rendere al massimo».

Quando hai capito che era arrivato il momento dei saluti?

«Diciamo che per me si è sviluppato tutto nell'ultima settimana di mercato. La mia situazione contrattuale mi vedeva a scadenza, tecnicamente sono state fatte delle scelte, mi si è prospettato il rinnovo sino al 2020 e una destinazione per me interessante e l'ho accettata. In questi due anni mi sono sempre messo a disposizione senza fare storie, ormai mi conoscete. Ora sono al Lecce e anche stavolta sono convinto di aver fatto una buona scelta anche se, non posso negarlo, mi sarebbe piaciuto tanto avere una chance per cimentarmi in serie A».

Lecce neopromosso ma che oltre a te ha preso giocatori importanti come Pettinari e Lamantia, rivelandosi ambizioso.

«Anche questa è una piazza importante, con tanto pubblico. Certo, sono arrivati giocatori importanti ma dovremo volare bassi e lavorare con umiltà perché nel calcio solo con i nomi non si va da nessuna parte. Sarà il campo a dire dove potremo collocarci».

Il campo inteso come prato però non regge confronti. Quello del Tardini è nuovo fiammante, a Lecce ci sono problemi...

«C'è stato un concerto dei Negramaro e il terreno ne è uscito malconcio, ora lo rizolleranno ma ci vorrà un po' di tempo».

E il campionato incombe: la prima giornata vi vedrà opposti al Benevento di Roberto Insigne.

«Se si giocherà, perché non abbiamo ancora certezze... Roberto lo abbraccerò volentieri. Nel Parma abbiamo condiviso una grande annata».

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