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Salso

Ufo, record di avvistamenti

23 agosto 2018, 07:00

Ufo, record di avvistamenti

PAOLO PANNI

Salsomaggiore al centro di insoliti fenomeni celesti? Una domanda sorprendente e in grado di incutere curiosità. Sta di fatto che in zona sono in aumento le segnalazioni di avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

A confermarlo è anche Stefano Panizza, ricercatore fortiano (vale a dire studioso di fenomeni misteriosi), autore dei due libri dedicati ai «Misteri di Parma» e di «Enigmi di Parma» oltre che del volume, di fresca uscita, «Misteri per un anno» edito dal «Cerchio della luna».

In merito a quanto sta accadendo, da qualche tempo a questa parte, nei cieli salsesi Panizza ha subito tenuto a precisare che «Ufo non è sinonimo di astronave extraterrestre. Ufo significa solo quello che vuol dire l'acronimo, quindi oggetto volante non identificato. Nella sostanza è qualcosa che vola e che il testimone non sa identificare. Che poi, in alcuni casi, sottintenda una “intelligenza” è un altro discorso».

Secondo l'esperto «tutta la Val Stirone riveste una grande importanza sia per numero che qualità di avvistamenti aerei non identificati. In realtà, la zona è ricca di molte altre manifestazioni insolite, che comprendono fantasmi, animali misteriosi e guarigioni miracolose. Nella zona le segnalazioni ufologiche vanno in controtendenza rispetto a quanto succede nel resto d'Italia, dove negli ultimi anni sono diminuite. A Salso, invece, paiono addirittura in aumento. Lo vedo dalle storie che la gente mi racconta. Viene da chiedersi il perché».

«E' difficile - dice - fornire una spiegazione supportata da prove scientifiche. Il sospetto è che quella “linea energetica” che, secondo alcuni studiosi, passerebbe nel sottosuolo di Salso (informazione sconosciuta ai più) abbia la sua parte».

Parlando dei più interessanti avvistamenti avvenuti in zona ha citato subito «quanto avvenuto a Campore, all'ingresso del paese, venendo da Fidenza. Perché alle 21,50 di una sera fra il 15 ed il 17 d'agosto 1947 due signore di mezza età osservano due rotondi dischi luminosi, entrambi grandi il doppio della Luna piena. Attraversano lentamente il cielo notturno (con una velocità definita “come quella di un aeroplano”), silenziosi ed appaiati. Il loro colore è verde all'esterno, rosso nella parte intermedia e bianco al centro. Lasciano dietro di sé una corta scia lattiginosa. Rappresenta il primo caso ufologico italiano ad aver avuto una rispondenza mediatica».

«Nel giugno 2006, invece – prosegue - un frastuono metallico rompe il silenzio della notte di un attico condominiale del centro, seguito da un tonfo e da un forte crepitio, come di catenine sfregate. Il testimone non vede nulla, terrorizzato da quanto le proprie orecchie stanno sentendo. La probabile conseguenza di questo insolito fenomeno sono: crepatura del camino esterno, profondi graffi sul pavimento del terrazzino, l'apparizione di quattro cerchi idrorepellenti paralleli ed equidistanti sul bordo di un tendone adiacente, giudicati, da un costruttore di questi manufatti, come la conseguenza di una serie di potenti getti di aria calda scaturiti da una sequenza di motori allineati. Inutile dire che nel 2006 non esistevano droni, perlomeno in ambito civile. E, poi, cosa avrebbe fatto all'una di notte un drone sul condominio?».

Ma ci sono poi anche un paio di fatti molto recenti. Il primo del dicembre 2017 quando, di sera «una sfera di luce perfettamente circolare si presenta immobile a venticinque o trenta centimetri dalla lampada di un palo della luce. Ad una osservazione ravvicinata di un paio di testimoni, appare solida, con contorni piuttosto decisi, quasi fosse una pallina. Le due persone fanno un giro a 360° gradi per cercare di coglierne i particolari. La sfera non cambia né di aspetto e neppure di luminosità. Rimane lì per parecchi minuti, ma non è chiaro come poi sia sparita. A marzo 2018 – conclude - una signora di mezza età avvista invece tre luci azzurrognole, delle dimensioni di una stella di media grandezza, poste a triangolo, come una piramide con la punta posta verso l'alto. La figura rimane immobile a lungo, tanto che il testimone, che dichiara di essere un buon conoscitore della volta celeste, si stanca dell'osservazione, unica apparenza luminosa in un cielo completamente buio».

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