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Arriva Bonaccorso, il questore-detective

24 agosto 2018, 08:00

Arriva Bonaccorso, il questore-detective

LAURA FRUGONI

E' un uomo del sud, il nuovo questore di Parma, che arriverà in città il 3 settembre e siederà alla scrivania che negli ultimi tre anni è stata occupata da Pier Riccardo Piovesana.

Gaetano Bonaccorso - siciliano di Messina, 57 anni, laurea in giurisprudenza, sposato, due figli - proprio nella realtà più spietata e magmatica del belpaese s'è fatto le ossa, «sbirro» giovane e tenace in prima linea soprattutto nella lotta contro Cosa Nostra. Entrato in polizia nel 1987, il primo incarico da vice commissario lo mandò dritto nella tana dei cacciatori di lupi: la questura di Palermo.

Viene da quel mondo, Bonaccorso, che per quasi tutta la sua carriera ha ricoperto incarichi investigativi, prima alla Squadra mobile del capoluogo siciliano, poi in quella della sua Messina. Molte operazioni contro la criminalità siciliana degli anni Novanta-Duemila portano la sua firma. In quel decennio horribilis ci furono le stragi di Capaci e via D'Amelio, le autobombe, i boss in manette, i maxiprocessi.

Nuova pagina. Il «benvenuto al nord» per Gaetano Bonaccorso arrivò nell'agosto del 2004: con la promozione a primo dirigente approdò a Bologna a guidare il VII Reparto Mobile, dove rimase per quattro anni per poi cominciare un nuovo viaggio impegnativo: capo della Squadra mobile di Genova. Altra delicata struttura investigativa, altre dinamiche e organizzazioni criminali da inseguire come il traffico di droga internazionale, dove i fiumi di droga arrivano dal mare.

Nel 2011 a Padova come questore vicario e infine nel settembre 2015 arrivò il primo incarico da questore a Cremona.

Tre anni esatti e si prepara un altro viaggio. Quali «armi» metterà in valigia per l'imminente attracco nella città ducale, il questore Bonaccorso? Si è già fatto un'idea della nostra (parecchio ex) isola felice?

«Veramente devo ancora conoscere la situazione - la voce arriva cordiale al telefonino - Parma la conosco soprattutto come città bellissima e dunque occorrerà un po' di tempo per immergersi nella sua realtà. Ma non troppo - assicura - visto che siamo chiamati a dare risposte concrete ai cittadini».

Le pieghe buie sono ancora da scoprire: per ora l'estate parmigiana - piuttosto rovente sul fronte criminale - l'ha seguita a distanza. In questi anni Bonaccorso ha accumulato esperienza anche sulle emergenze delle città del nord: il saccheggio imperterrito, i quartieri infestati dagli spacciatori...

«Certamente. Ritengo che bisogna lavorare soprattutto sul piano della prevenzione - riflette Bonaccorso - e su questo fronte la questura ha la possibilità di adottare provvedimenti amministrativi che possono funzionare come ottimo deterrente. Qui a Cremona abbiamo lavorato molto bene. Sono arrivati buoni risultati. Cremona e Parma per certi aspetti possono apparire abbastanza simili, anche se ogni realtà va vista nella sua particolarità».

Questa la teoria delle premesse, per la pratica mancano davero pochi giorni. Il questore Bonaccorso non ha l'aria di un temporeggiatore e il suo curriculum lo dimostra. Non pare nemmeno allergico alle intrusioni dei cronisti, peraltro ancora sconosciuti («con i giornalisti? Ho sempre avuto ottimi rapporti»).

Non resta che aspettare il fresco settembrino.

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