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LE TESTIMONIANZE

Omicidio di S.Polo. I colleghi e i vicini: «Filomena era gentile e solare»

24 agosto 2018, 08:02

Omicidio di S.Polo. I colleghi e i vicini: «Filomena era gentile e solare»

PIERLUIGI DALLAPINA

SAN POLO DI TORRILE - In via Romagnoli ieri era il giorno del silenzio. Una tranquillità irreale, se paragonata alla violenza esplosa all'improvviso il giorno prima, era percepibile nei lunghi corridoi in penombra del civico 2, dove è avvenuto l'omicidio di Filomena Cataldi.

«Mio figlio, quando usciva dal lavoro, la chiamava sempre per sapere come stava. Quando non l'ha sentita si era allarmato e, una volta arrivato a casa, ha visto il disastro», esordisce con un filo di voce e gli occhi arrossati dal pianto, Fausto Pedrazzi, il papà di Alessandro, il compagno delle 44enne uccisa che, a un giorno di distanza dalla tragedia, non sa trovare un perché di quel raptus omicida.

«Per un certo periodo, mio figlio e l'assassino hanno lavorato insieme alla G&G, dove producono scarpe in gomma. Si conoscevano ed erano in buoni rapporti», prosegue il padre del convivente, parlando sottovoce, sul pianerottolo di casa, come se non volesse rompere quel silenzio squarciato 24 ore prima dalle urla e dal rumori sinistri dell'aggressione.

«Filomena era energica, sorridente, aveva tanta voglia di vivere, per questo proviamo un dolore fortissimo. Quanto accaduto non ha senso», confessa Stefania Rolli, barista del «Punto di incontro», il bar sotto casa dove la donna e il compagno si fermavano spesso per fare colazione o solo per fermarsi a fare quattro chiacchiere. «Anche il suo assassino, per quello che potevo vedere, era una persona tranquilla, che passeggiava davanti al bar con la moglie e i due figli», prosegue la barista, offrendo un'impressione condivisa anche dalla maestra di uno dei due bimbi dell'omicida. «Quello di sette anni è un bambino bravo, rispettoso ed educatissimo, ed il papà, posso dire, che era uguale», assicura Emma Lasso.

In fondo alla via, davanti alla B.M. Gastronomia dove lavorava la 44enne, un gruppo di otto colleghi, dalle facce tirate e dagli occhi velati di lacrime, cercava di sopportare il dolore della perdita. «La sofferenza è troppo grande, abbiamo lavorato come se fossimo automi. Filomena ci manca tantissimo», ammette Salvatore, mentre Pasquale assicura: «Filomena era una bella persona, molto reattiva». «Era un fulmine a ciel sereno», aggiunge Paola, mentre Micol, dalla reception della B.M., conferma: «Era gentilissima. Quando passava salutava sempre». Barbara Barezzi, una delle titolari dell'azienda, non può che confermare il bel ritratto tracciato dai colleghi: «Era un'ottima lavoratrice, si impegnava tantissimo. Siamo sconvolti, choccati. E' una brutta perdita».

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