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Richiedente asilo e mendicante blocca il ladro di bici

24 agosto 2018, 08:00

Richiedente asilo e mendicante blocca il ladro di bici

ROBERTO LONGONI

Richiedente asilo e pretendente rispetto dei comandamenti (in questo caso il settimo) o comunque delle leggi dell'uomo. Era lui, un 25enne mendicante nigeriano il vero antifurto a guardia della bicicletta di un cliente appena entrato nel supermercato Sigma di via Gramsci. Quando ha visto un tizio estrarre gli attrezzi del mestiere per impossessarsi della due ruote, lo straniero non ha esitato a farsi i «fatti altrui», come in questi casi dovrebbe ogni cittadino modello. Bloccato lo sconosciuto che armeggiava accanto al lucchetto, il giovane ha richiamato l'attenzione dei passanti. Altri sono stati svelti a dare l'allarme al 112, e i carabinieri sono stati altrettanto veloci a intervenire. Poco dopo, è stata una pattuglia della stazione di San Pancrazio, impegnata nei paraggi in un servizio di controllo del territorio, ad arrestare l'aspirante ladro, un 39enne parmigiano già noto alle forze dell'ordine.

Erano le 11,50 dell'altro ieri, e quanto potesse luccicare una tronchese sotto il sole a picco (e davanti agli occhi di un bel po' di gente) è facile immaginarlo. Fa niente. Non uno, ma ben due di quegli attrezzi ha estratto il 39enne con un debole per le biciclette altrui: debole legato non proprio alla passione per il pedalare, ma al bisogno di soldi per la dose quotidiana. Stavolta, sulla propria strada, ha trovato il nigeriano che chiedeva l'elemosina all'esterno del supermercato. Tendeva la mano ai clienti, il giovane migrante: ma è stato anche pronto a improvvisarsi «sentinella» a guardia dei beni altrui.

E pensare che il 39enne avrebbe dovuto evitare di esporsi. In via Gramsci è infatti comparso in sella a una bicicletta che è stata ritenuta a sua volta rubata. Una due ruote di classe, almeno per le rifiniture: con sellino di pelle e un paio di borse di pelle laterali. Da esse sono spuntate le tronchesi. Due, quasi a sottolineare il grado di «specializzazione» del parmigiano, che, come emergerà di lì a poco, anche in tempi recenti ha avuto problemi con la legge: è stato denunciato per furto di bicicletta in settembre e in dicembre.

Insomma, arrivato pedalando, il 39enne sperava di ripartire con una mano sul manubrio di una bici e l'altra su quello dell'altra. Come se fosse la cosa più normale del mondo. E' probabile che di lì a poco una delle due biciclette sarebbe stata piazzata per poche decine di euro. Lo stretto necessario per pagare la dose che avrebbe potuto placare la fame di eroina delle sue vene. Stando a quanto ha affermato lui stesso, il maldestro ladro (disoccupato a causa delle sue cattive abitudini, nonostante abbia un diploma che potrebbe spalancargli la strada per un lavoro) da tempo fa uso di droga. Il proposito sarebbe quello di smettere con le droghe, ma dopo quattro giorni «puliti», l'altro ieri il bisogno di procurarsi la sostanza dev'essersi fatto sentire prepotente.

Ma si è scontrato con la reazione di chi, con ogni probabilità, non aveva nemmeno preso in considerazione. E in un colpo ha perso sia la bici che avrebbe voluto arraffare (è riuscito appena a scalfire la catena con la quale era stata legata alla rastrelliera) che quella con cui aveva raggiunto via Gramsci. Per il possesso di quest'ultima, posta sotto sequestro, ha rimediato una denuncia per ricettazione. Un capo di imputazione in aggiunta al tentato furto. Ieri mattina, dopo una notte in cella di sicurezza, l'arrestato è comparso davanti al giudice Maria Cristina Sarli e al pm Laila Papotti. Tra i testimoni, anche il nigeriano che ha fatto il proprio dovere fino in fondo. Il 39enne ha patteggiato un anno e 4 mesi e 400 euro di multa. Questo periodo, lo sconterà ai domiciliari, in casa della madre, cercando di disintossicarsi.

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