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COLPO IN VIA VASARI

Ladri all'Ausl: rubati i soldi versati dai pazienti

25 agosto 2018, 07:00

Ladri all'Ausl: rubati i soldi versati dai pazienti

Laura Frugoni

Non è la prima volta che vanno a saccheggiare ambulatori e presidi ospedalieri, insomma quei posti dove la gente va per curarsi e che non custodiscono certo inestimabili tesori. L'altra notte è toccato alla sede del Servizio igiene pubblica dell'Ausl in via Vasari. I predatori hanno fatto le cose in grande, dopo aver forzato la porta d'ingresso sono penetrati nell'edificio portandosi via quel che «di buono» per loro c'era dentro la cassaforte: soldi dei pazienti innanzitutto - circa tremila euro secondo una prima stima - ma anche schede carburante, che possono sempre servire. Il furto è stato scoperto ieri mattina dal personale dell'Azienda Usl, quando ormai la banda «del buco» - in questo caso il grosso foro lasciato nel muro dove prima c'era la cassaforte - era ormai lontana e rintanata chissà dove. Ovviamente, hanno lavorato a notte fonda e per un'operazione del genere bisogna prendersi il tempo necessario: probabilmente prima dell'altra notte avevano già fatto qualche «discreto» sopralluogo. Dovevano sapere in partenza che là dentro c'era una cassaforte, che è stata letteralmente smurata e poi aperta con tutta calma. Ieri mattina verso le dieci e mezza in via Vasari è arrivata la polizia per il sopralluogo e ancora non è chiaro se vi siano immagini della videosorveglianza su cui concentrarsi a caccia di qualche indizio o se in qualche modo la banda è riuscita a mettere «ko» il sistema. Chi è entrato nel presidio e ha gironzolato tra gli ambulatori non è stato disturbato dall'allarme (che non c'è). E d'altra parte non è così difficile passare inosservati da quelle parti, quando scende il buio. In questa zona non ci sono abitazioni, ma soltanto attività artigianali. L'edificio che ospita il Servizio di igiene pubblica si trova vicino all'argine del torrente, intorno giusto qualche magazzino. In sostanza, di notte qui non c'è anima viva: particolare che ovviamente non è sfuggito ai razziatori che, purtroppo, non vanno mai in vacanza.

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