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Ko con la Spal

Il Parma non tira mai in porta

27 agosto 2018, 07:02

Il Parma non tira mai in porta

Paolo Grossi

BOLOGNA - Un’altra utile, si spera, lezione. Avevamo già scritto che non sarebbe stato facile fare punti con la Spal, che sulla carta è più forte del Parma. Gli estensi non hanno certo strafatto, ma hanno legittimato l’1-0 che ha mandato a casa il Parma a mani vuote. Sono parsi, specie nella ripresa, a tratti più organizzati, in altri più veementi, ma soprattutto, ed è questa la lezione da mandare a mente, più grintosi. Falli tattici, entratacce, gomiti alti, insomma, tutto il repertorio della fisicità borderline e a volte oltre con cui si può giocare a calcio, E che ti serve, da proletario, per raggranellare i punti-salvezza. I crociati ieri sono parsi leggeri, più che fisicamente, mentalmente. Alle prese con una cospicua lista di infortunati e con i vincoli della lista, D’Aversa aveva scelto Da Cruz, al debutto in serie A, per rimpiazzare, sulla destra del tridente, Biabiany, infortunatosi alla vigilia.

In uno stadio semivuoto (circa 4.000 spallini e 700 tifosi gialloblù) si comincia e il Parma è ben messo in campo, attacca più della Spal e potrebbe anche andare in vantaggio dopo appena tre minuti se Bruno Alves, saltando a un metro dalla porta su corner di Stulac, trovasse una non difficile deviazione vincente. Inglese si propone bene come vertice di triangoli con Di Gaudio e Barillà e tra le due squadre la Spal è certamente quella che pare più in apprensione. I padroni di casa al momento di ripartire cercano e spesso trovano spazio alle spalle di Stulac dove Antenucci e Petagna si alternano per sfuggire ai centrali crociati.

Pian piano però gli estensi guadagnano campo e il primo pericolo, al 18’, è un colpo di testa di Missiroli che Sepe intercetta senza ansie. Per il Parma i pericoli arrivano quasi solo da Lazzari che sulla destra Gobbi e Barillà faticano a frenare. Al 45’ lo 0-0 è giusto e rispecchia l’equilibrio visto in campo, che però si spezza in avvio di ripresa quando il solito Lazzari trova spazio sulla destra per un cross che Antenucci a centro area, «galleggiando» tra Alves e Iacoponi, gira al volo sotto l’incrocio dei pali. A questo punto il Parma ha davanti a sé 40 minuti per rimettersi in carreggiata ma non riesce a cambiare passo. In realtà resta abbottonato e prova a ripartire in contropiede se non che in dieci minuti tre spallini si fanno ammonire per altrettanti falli tattici su gialloblù lanciati in attacco.

Quando poi il giallo tocca a Petagna che difende palla dal ritorno di Stulac, Orsato sbaglia perché il colore del cartellino per una gomitata volontaria al volto dell’avversario avrebbe dovuto essere rosso. D’Aversa tenta le carte Ceravolo e Gervinho. La Spal ora esercita un possesso rapido che fa correre a vuoto il Parma. Intanto Lazzari continua a fare i suoi comodi e pennella al 38’ un cross sulla testa di Petagna che però sbuccia la palla. Palla che i crociati non vedono praticamente più: Gervinho, a parte un paio di spunti, è una brezza leggera come quella che scende da San Luca sullo stadio, Ceravolo è sempre un centimetro o un secondo in ritardo, Dimarco non riesce a frenare Lazzari esattamente come Gobbi.

Insomma, proprio come con l’Udinese, la panchina non ha dato niente, nella ripresa, a un Parma che invece aveva bisogno di risorse fresche. Anzi, Ceravolo arriva tardi anche all’89’ su un bel radente di Inglese «lisciato» dal portiere quando sarebbe bastato un nulla per appoggiare la palla in porta. Azione che, assieme a quella del gol spallino, con Gobbi e Gagliolo «morbidi» a sinistra, e Alves e Iacoponi svagati al centro, incarna bene i limiti attuali del Parma. Limiti che andranno superati al più presto, anche perché alla testa si comanda, eccome.

LE PAGELLE

SEPE 6 - Nulla da fare sul gran gol degli avversari, attento nelle altre situazioni. Buoni i calci.

IACOPONI 5,5 - Sul gol c'era solo Antenucci in mezzo all’area e ha potuto colpire indisturbato. Dopo l’1-0 non è mai riuscito ad aiutare la fase offensiva, cosa che peraltro non è molto nelle sue corde.

BRUNO ALVES 5,5 - Lui ad Antenucci era ancora più vicino sul cross di Lazzari, ma si è limitato a guardarlo e, chissà, ad applaudirlo mentalmente. Per il resto la prova è stata anche adeguata, pur non essendo risultati i suoi disimpegni sempre efficaci.

GAGLIOLO 6 - Non era facile dover tener d’occhio le punte avversarie ma anche Lazzari che sulla sinistra imperversava. Diciamo che se l’è cavicchiata, anche se il cross decisivo è partito dalla sua zona.

GOBBI 5 - Se lo sognerà per un po’ quel peperino di Lazzari, una freccia decisamente fuori dalla sua portata. Ci mette sempre mestiere e visione di gioco, ma in queste due prime giornate ha fatto fatica.

GERVINHO 6 - Non poteva fare molto in venti minuti e in precarie condizioni atletiche, ma almeno ha fatto intravedere un paio di spunti talentuosi. Chissà...

GRASSI 5,5 - Vaga per il campo e quasi mai è efficace, né in interdizione né nel proporsi. Forse ha sofferto la condizione di essere un freschissimo ex, fatto sta che non ha certo creato guai alla sua vecchia squadra.

STULAC 5 - Due anni fa era riserva in Lega Pro, non si poteva pretendere che arrivasse già «imparato» sul palcoscenico della A. Speriamo impari presto a leggere situazioni e avversari: ci mette tanta generosità, i ritmi però ancora non li mastica con proprietà.

DA CRUZ 5,5 - Chiamato in causa come extrema ratio dopo il ko di Biabiany, ha confermato di essere una medaglia a due facce. Brilla per velocità e, ieri, anche applicazione, ma fatica a mettere qualità e razionalità nelle giocate. Se un giorno ci riuscirà, arriverà lontano.

INGLESE 6 - Un paio di giocate eccellenti che potevano spaccare la partita, poi molte corse a vuoto e sportellate con i centrali avversari.

DI GAUDIO 6 - Bene, sia pur con il solito limite dell’evanescenza, nel primo tempo, è un po’ sparito alla distanza ma dopo aver lavorato molto anche in ripiegamento.

CERAVOLO 5 - Non ha creduto a quell'ultimo pallone di Inglese che gli avrebbe regalato un gol tanto facile quanto importante. E prima ha perso troppe palle.

ALL. D’AVERSA 6 - Ieri non è che potesse fare molto di più ma se la squadra è questa, e lo è, crediamo che dovrà metterci un pizzico di fantasia in più per aiutare i suoi ad essere imprevedibili e pungenti. Zero tiri nello specchio alla Spal non sono un bel viatico per affrontare la Juve. Che se poi dovesse uscire, sabato prossimo, una prestazione da annali, allora bisognerà poi spiegare ai crociati quali sono le sfide in cui non mollare un centimetro, cioè le ultime due. La panchina finora non rende, segno forse che lui schiera la miglior formazione. E anche la verve fisica può e deve crescere.

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