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Delitto di San Polo

Filomena ha lottato per salvarsi dal suo aggressore

28 agosto 2018, 08:03

Filomena ha lottato per salvarsi dal suo aggressore

Michele Ceparano

Filomena Cataldi avrebbe lottato disperatamente per salvarsi dalla furia del suo assassino. Lo dimostrerebbero i graffi sul volto e sulle mani di Guelin Fang, il cinese di trentasei anni, accusato dell'omicidio della 44enne, uccisa dall'uomo mercoledì scorso nel suo appartamento di San Polo di Torrile.

Il cinese, che è stato subito arrestato dai carabinieri, ora si trova in isolamento nel reparto di media sicurezza del carcere di via Burla, un'ala del penitenziario parmigiano in cui ci sono altri sottoposti allo stesso regime e in cui tutti i detenuti sono tenuti sotto una sorveglianza molto stretta, per evitare che compiano gesti inconsulti. Il cinese recluso in via Burla avrebbe chiesto degli indumenti per cambiarsi.

Un uomo fortemente disturbato, Fang, almeno da quanto è trapelato dal giorno del delitto. A partire dalle manie di persecuzione, all'origine della decisione di uccidere la povera Filomena.

Il cinese, infatti, durante le dichiarazioni spontanee rese al procuratore reggente Lucia Russo e al pm Francesca Arienti, ha sostenuto che la vittima e il suo compagno, Alessandro Pedrazzi, avevano incaricato degli africani di sterminare lui, sua moglie e i due figli, uno di sette anni e l'altro appena nato. La sua famiglia, comunque, è stata trasferita dall'appartamento in cui si è consumato l'omicidio, in via Romagnoli 4 a San Polo di Torrile, a una residenza protetta.

Tornando a Fang, l'ossessione, è poi sfociata nella violenza.

E così il trentaseienne ha afferrato per la gola la vittima, gettandola a terra e poi l'ha colpita alla testa con un mortaio da cucina, trovato in casa di Filomena. Dopo aver ucciso la donna è stato lui a chiamare i carabinieri e ad attenderli davanti alla porta di casa della vittima.

Fang, che è difeso dall'avvocato Vincenzo Ciriello, dopo aver in un primo tempo reso le deliranti dichiarazioni, scritte di suo pugno in cinese, si è successivamente chiuso nel silenzio. Di fronte al gip Sara Micucci il cinese non ha infatti aperto bocca.

Per Fang, che potrebbe essere sottoposto a una perizia psichiatrica, i pm ipotizzano l'omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, dalla minorata difesa e dai motivi futili e abietti. Accuse da ergastolo.

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