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COLLECCHIO

Il Comune si farà carico del funerale di Rita Pissarotti

Nessun parente si è fatto avanti

28 agosto 2018, 08:00

Il Comune si farà carico del funerale di Rita Pissarotti

Pierluigi Dallapina

E' passato alle cronache come il femminicidio di Ferragosto, quello di Rita Pissarotti, l'infermiera di 60 anni uccisa in Val Gardena, mentre era in vacanza col marito, il 64enne Paolo Zoni. E proprio il coniuge è stato indicato dagli inquirenti come il presunto assassino.

Calata la doverosa attenzione mediatica che si concentra ogni volta sui fatti di sangue, sul caso dell'ex infermiera sembra essere piombato un silenzio fin troppo pesante, come se qualcuno volesse dimenticare in fretta - forse troppo in fretta - l'assassinio di questa donna uccisa senza un perché.

La coppia non aveva figli e al momento nessun parente della Pissarotti si è ancora fatto avanti per occuparsi della sua degna sepoltura nel cimitero di Collecchio, dove lei stessa aveva espresso il desiderio di voler riposare, in modo da restare vicina ai suoi genitori.

Vista la situazione di stallo, che potrebbe essere definita grottesca se non anche imbarazzante, un vicino di casa della 60enne, Alberto Cavagni, insieme a qualche collega della donna, ha cercato di capire come poter garantire degna sepoltura ad una persona che, da ormai troppi giorni, si trova nella camera mortuaria dell'ospedale di Bolzano.

«Noi possiamo farci carico dell'organizzazione del funerale della sfortunata signora, però saremo anche costretti dalla legge a rivalerci sugli eredi o sugli aventi obblighi», dichiara il sindaco di Collecchio, Paolo Bianchi, chiarendo fin da subito che la sua amministrazione potrà mostrarsi pietosa, ma solo rispettando la legge. «Se non lo facessimo, potremmo essere soggetti a rilievi da parte della Corte dei conti», si affretta ad aggiungere Bianchi, consapevole che la burocrazia regola ogni aspetto della vita, anche i più dolorosi.

«La ricerca di familiari della donna che possano farsi carico del suo funerale sta continuando, ma dato che fino ad ora nessuno si è fatto avanti, come amministrazione comunale avvertiamo il dovere civico di affrontare le spese per il trasporto della salma da Bolzano a Collecchio, del funerale e dell'inumazione o della tumulazione della salma», aggiunge Gian Carlo Dodi, vicesindaco con delega allo Stato civile e ai Servizi cimiteriali, prima di ricostruire alcuni passaggi che si sono svolti negli ultimi giorni.

«Il nostro addetto allo stato civile - spiega - è stato contattato dall'ospedale di Bolzano, che a sua volta aveva ricevuto dall'autorità giudiziaria il nullaosta per la traslazione della salma ad altra sede, cioè a Collecchio, dove la donna voleva essere sepolta».

Da un punto di vista formale, l'amministrazione comunale collecchiese non ha ancora dato il via libera allo stanziamento della somma necessaria per pagare tutti i costi del funerale, in quanto la questione dovrà prima essere discussa in giunta. «Non abbiamo finito di cercare eventuali familiari della signora - prosegue Dodi - ma dato che la coppia non aveva figli, la ricerca è più complicata». Stando alle informazioni in possesso del Comune, l'erede di Rita Pissarotti sarebbe proprio il presunto assassino, cioè il marito 64enne arrestato da carabinieri mentre era fermo ad una pompa di benzina vicina all'autostrada, nei pressi di Bolzano. Negli stessi istanti la moglie giaceva senza vita nel residence della Val Gardena.

«Se i colleghi volessero dar vita ad una raccolta fondi in memoria di Rita, potrebbero raccogliere soldi da donare ad un'associazione di volontariato che si occupa di violenza sulle donne», conclude Dodi, contattato nei giorni scorsi da Cavagni e da alcuni colleghi dell'infermiera, intenzionati a trovare un modo per garantire alla donna una degna sepoltura. «Rita era una buona vicina di casa - racconta Alberto Cavagni - quando ho saputo della sua morte sono rimasto sconvolto. Quando poi mi è stato detto che non c'erano familiari che si sono fatti avanti per provvedere al funerale, mi ero subito messo in contatto con i suoi colleghi per capire se era possibile pagare le spese del funerale». Per fortuna, questa triste impasse sarà risolta dal Comune di Collecchio.

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