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La partita dell'anno

Michelotti e Incerti «giocano» Parma-Juve

29 agosto 2018, 08:00

Michelotti e Incerti «giocano» Parma-Juve

L'ex arbitro internazionale non ha dubbi: «Per vincere bisognerebbe che i bianconeri si presentassero con le stampelle Ma il calcio è imprevedibile. Non si sa mai»

MARCO BERNARDINI

Nessuno meglio dell’inossidabile Alberto Michelotti, ex arbitro internazionale, può presentare la partita più importante della stagione per il Parma. Battere i «gobbi» sarebbe la ciliegina sulla torta di una rincorsa a perdifiato inaugurata poco più di tre anni fa all’indomani del fallimento che, però, non aveva impedito ai ragazzi di Donadoni, ultimi e già virtualmente retrocessi, di superare i campioni d’Italia della Juve, futuri finalisti in Champions League. Quel pomeriggio dell’11 aprile 2015 è sempre nel cuore dell’Albertone di casa nostra. «Le premesse mi sembrano buone se penso che Gobbi fu il capitano di quella famosa partita vinta nell’anno del fallimento: speriamo torni a mostrare le sue capacità in termini di lotta, esperienza e riesca a limitare Ronaldo. Sulla carta non ci può essere confronto ma il calcio sa essere imprevedibile». Davide contro Golia, una distanza dilatata dal rendimento non eccelso del Parma.

«Abbiamo giocato contro due dirette concorrenti e non ci siamo ancora espressi al massimo del potenziale. Dobbiamo puntare sulle motivazioni per far risultato anche se sarà molto dura. L’uomo in più? Di Gaudio è uno che dà tutto oppure c’è da sperare che “cui ‘d la Juve chis presenton col stampeli”». Tutti avrebbero messo la firma per ritrovare i «gobbi» al Tardini al termine di una cavalcata storica, non priva di polemiche e veleni, soprattutto, negli ultimi mesi.

«E’ stata entusiasmante, la società ha fatto dei miracoli perché salire dai dilettanti in serie A in così breve tempo non è roba da poco. Nessuno ci avrebbe mai creduto ma mi ha dato fastidio che in estate ci abbia buttato fango addosso della gente di altre società che dovrebbe solo tacere. Calaiò avrà anche commesso un’ingenuità, certo che non ci meritavamo un trattamento del genere. Mi stupisce che nessuno abbia preso provvedimenti nei confronti di chi continuava a parlare male del Parma».

Che deve necessariamente guadagnarsi la permanenza nella massima serie. «Siamo partiti con handicap enormi, la campagna acquisti ne ha risentito e c’è stato qualche infortunio di troppo però credo fortemente nella salvezza». E, tra Var e furti arbitrali mai dimenticati (ogni riferimento ai due episodi di Cannavaro, gol annullato nel 2000 e rigore provocato tre anni prima, è puramente voluto), al buon Michelotti non manca un pizzico di nostalgia nel raccontare curiosi aneddoti sui rapporti instaurati con i giocatori di allora, compresi i campioni della Juve. «Furino tutte le volte mi si avvicinava e dovevo rifilargli degli spintoni per ricacciarlo indietro tanto energici che prima delle partite mi chiedeva clemenza: aveva paura di figurare male. Fuori dal campo eravamo tutti amici, lo stesso Eraldo Pecci implorava che gli dessi una mano e io rispondevo “sì in ti dent”. Ora hanno sradicato un po’ tutto, dall’arbitro e i due assistenti dell’epoca si è passati in sei a dirigere una partita».

Il proprietario della catena Inc Hotels: «Felicissimo di vedere Ronaldo al Tardini. E se il Parma dovesse perdere sabato potrebbe rifarsi subito con l'Inter a S.Siro»

Parmigiano di nascita, juventino nel cuore: anche per Emio Incerti, proprietario della catena Inc Hotels con alberghi dislocati tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia, non sarà una settimana normale quella che conduce all’attesissimo Parma-Juve in programma sabato sera allo stadio Tardini. La rapida risalita dei crociati da una parte, la voglia di ribadire la propria superiorità, perlomeno in Italia, dall’altra forte anche dell’acquisto del secolo, ancora alla ricerca del primo gol in serie A.

«Il giocatore decisivo? Cristiano Ronaldo - risponde Incerti senza la minima esitazione -; lo stiamo aspettando, è il numero uno al mondo ma ha bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano. Il suo arrivo ha giovato a tutti come dimostra il sold out al Tardini in largo anticipo. Da parmigiano sarò già felicissimo di vederlo giocare a Parma poi vediamo cosa succederà». Ma, in attesa delle prodezze di CR7, la Vecchia Signora, pur non entusiasmando, ha già inanellato due vittorie su due con Chievo e Lazio pescando i suoi jolly, soprattutto, dalla panchina.

«Siamo una squadra solida, concreta, quadrata che non ha mai dato l’impressione di inserire la sesta marcia. E poi cambi di spessore e di estrema qualità alla Bernardeschi e Douglas Costa stravolgono spesso le partite, credo che l’ampiezza della rosa possa fare la differenza nelle situazioni più intricate. Mi aspetto un Parma molto guardingo con la cattiveria, la determinazione, il cuore che lo contraddistinguono quando affronta la Juve: qua è da sempre considerata la sfida dell’anno». Per rimediare ad un avvio di stagione non troppo brillante, caratterizzato da un solo punto in classifica nelle prime due giornate contro Udinese e Spal. «In realtà quello che mi è dispiaciuto di più è stata l’eliminazione dalla Coppa Italia, il Parma ha pagato tutta l’incertezza legata al processo sul “caso sms”. Mi auguro ci possa essere la possibilità di raggiungere la salvezza. E -scherza- se dovesse perdere sabato vorrà dire che si rifarà a San Siro in casa dell’Inter».

Sfogliando l’album dei ricordi torna alla mente il primo Parma-Juventus (1-2 il risultato) nel settembre del 1990 che fu il battesimo di fuoco in serie A della truppa di Nevio Scala e servì per chiarire definitivamente i dubbi di Incerti. «Ero un assiduo frequentatore del Tardini assieme a mio padre, avevo assistito all’esordio in serie A del Parma e da lì tra le due ho scelto di tifare Juve nonostante avessi seguito i crociati nelle categorie inferiori. Però nelle stagioni successive sono state più le volte che ho sofferto rispetto ai momenti di gioia». Una gioia che vuole essere sprigionata anche in Europa con la Coppa dalle grandi orecchie in cima alla lista dei desideri. «L’obiettivo resta la “maledetta” (la parolina magica Champions non la pronuncia nemmeno per scaramanzia), prima o poi arriverà».

m.b.

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