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Ghiara, la protesta dei residenti: «Una giungla nel greto del torrente»

30 agosto 2018, 07:00

Ghiara, la protesta dei residenti: «Una giungla nel greto del torrente»

«Quando verrà effettuata la pulizia del greto del torrente Ghiara? Ormai è diventato una vera e propria giungla con la presenza di vegetazione fitta ed incolta, erbacce altissime e persino alberi di una certa dimensione tra i quali si muovono a proprio agio pantegane e nutrie, per non parlare dello sgradevole odore che tutte le estati siamo costretti a sopportare».

La protesta, rivolta all'ex Servizio Tecnico di Bacino, che ha la competenza, è dei residenti della zona della stazione e delle strade limitrofe che vivono nei pressi di uno dei due corsi d'acqua che attraversano la città termale.

«Come di consuetudine nel periodo estivo non riusciamo a lasciare le finestre aperte – affermano –. L'acqua è ferma e la puzza che si sente è insopportabile. Quest'anno è andata un po' meglio visto le frequenti piogge che si sono verificate fino al mese di luglio ma dall'inizio di agosto la puzza ha cominciato a farsi sentire molto bene e, sempre da tradizione, si è verificato il proliferare di zanzare».

Già lo scorso anno dalle pagine della Gazzetta i residenti avevano fatto sentire la propria protesta in vista soprattutto all'inizio della brutta stagione. «La nostra paura maggiore, tuttavia, al di là del fastidio e dell'odore riguarda l'autunno che sta per arrivare – proseguono i residenti –. Cosa succederebbe nel caso di piogge abbondanti o di nubifragi? L'alluvione del 1973 è stata causata, tra l'altro, dall'”effetto tappo” di rami e alberi. Ora è vero che sono state costruite le casse di espansione a monte della città ma non bisogna aspettare sempre che succeda l'irreparabile. Speriamo che chi di dovere intervenga». Il problema riguarda anche l'altezza delle piante che dal greto si stagliano fin sopra il marciapiede e la strada. Un mese fa, in via Prampolini un grosso ramo dopo essersi spezzato è caduto su un'autovettura, lasciata regolarmente in sosta dal proprietario a lato della carreggiata, danneggiandola gravemente.

«Cosa sarebbe successo se invece di cadere sull'autovettura il grosso ramo avesse colpito una mamma con il passeggino sul marciapiede?» sottolineano i residenti al riguardo. Situazione leggermente migliore a monte della città termale, nei pressi di via Unità, dove comunque le piante sulle sponde sono ormai di notevoli dimensioni, ed a valle, dopo il ponte della ferrovia, e per l'altro torrente cittadino, il Citronia, che nonostante i lavori di bonifica effettuati tempo fa presenta un greto ancora ricoperto da erbacce.

r.c.

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